7 dicembre 1973
Tags : Le prime della Scala
Con Abbado Sant’Ambrogio nel segno di Rossini
• E venne il giorno di Rossini e dell’opera buffa. Claudio Abbado, che torna a dirigere la prima della Scala, propone una nuova tappa della renaissance rossiniana, di cui in questi anni è il principale artefice. In scena, dopo Il barbiere di Siviglia e Cenerentola, già proposti alla Scala, un altro capolavoro del genio di Pesaro: «quell’Italiana in Algeri che mandava in visibilio Stendhal». Da Milano a Salisburgo a Vienna, sempre insieme al regista Jean-Pierre Ponnelle, il direttore sta percorrendo questa strada fatta di «restaurazione filologica, tensione interpretativa e invenzione scenica». «La lezione di Abbado, accordata perfettamente alla regia di Ponnelle e sostenuta da una indispensabile revisione critica, provvede radicalmente al ripristino di quei valori di manierismo virtuosistico vertiginoso e di artificio retorico che sono stati parzialmente occultati dal passaggio del tempo e soprattutto da un corso diverso dei fatti musicali», senza rinunciare a momenti che «risplendono di un incanto intimo insuperabile». [Duilio Courir, Cds 9/12/1973]