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 1861  dicembre 11 calendario

La Camera conferma Roma capitale

• Alla Camera molto pubblico ed animazione. Viene letto un telegramma da Napoli del generale La Marmora il quale smentisce quanto disse Mellana che vi sia disaccordo fra lui e il minisiero e che, perciò, egli pensi a dimettersi. Mellana protesta che nulla disse di simile, solo mandò a Ricasoli un biglietto pervenutogli, che accennava a ciò; ma non ne fece parola. Chiede che venga mandato a La Marmora un telegramma in questo senso. Ricasoli dichiara che nulla assolutamente fu telegrafato a La Marmora dal governo. La Camera, dopo prova e contro prova, delibera (dissenziente il ministero) che a La Marmora venga mandato il telegramma di rettifica. Prosegue poi vivace la discussione politica fin che la Camera adotta la chiusura della discussione; poi parlano sugli ordini del giorno Conforti, Mellana, Saffi, Mosca, Nisco, Varese, Boncompagni, Bixio, Depretis, poi infine la Camera per appello nominale (232 favorevoli, 79 contrari; 6 astenuti) vota la fiducia nel ministero approvando il seguente ordine del giorno Conforti, Boncompagni ed altri: «La Camera, conferma il voto del 27 marzo che dichiara Roma capitale dell’Italia, e confida che il governo darà opera alacramente a compiere l’armamento nazionale, l’ordinamento del regno e l’efficace tutela delle persone e delle proprietà. Essa prende pure atto delle dichiarazioni del ministro dell’interno sulla sicurezza pubblica, sulla scelta di un personale onesto, abile e sinceramente devoto alla causa nazionale, circa al riordinamento della magistratura, il maggior sviluppo dei lavori pubblici e della guardia nazionale, ed a tutti gli altri provvedimenti più efficaci per procurare il benessere delle provincie meridionali; e passa all’ordine del giorno».