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 1861  dicembre 06 calendario

I napoletani si rifiutano di andare a lavorare a Torino

Alla Camera parlano lungamente il presidente dei ministri, Ricasoli, il guardasigilli Miglietti, i ministri Della Rovere (guerra), Peruzzi (lavori pubblici), Menabrea (marina), Brofferio per fatto personale e Petruccelli della Gattina • Miglietti, ministro dei Lavori Pubblici, ammette che dei suoi 108 dipendenti solo tre sono napoletani: «Nel fare l’ordinamento del mio Ministero io ho contemplata la venuta di questi napoletani, che io desiderava, che chiamava, che pregava perché venissero, ed ho per questo lasciato vacante un posto di capo di divisione, ho lasciati vacanti due posti di capo sezione, ho lasciati vacanti ancora più altri posti, e ciò sempre nell’intendimento di nominare a questi posti impiegati napoletani [...]. A quanti io ho fatta la proposta di venire impiegati al Ministero a Torino, tutti mi risposero: per carità, datemi un posto qualunque, ma a Napoli; datemi anche un posto inferiore a quello che ora occupo, ma in Napoli, poiché io assolutamente non posso andare a Torino» (leggi qui l’articolo di Guido Melis sugli statali dell’epoca).