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 1861  dicembre 02 calendario

Duro intervento del deputato Giuseppe Ferrari sulla strage di Pontelandolfo

• Alla Camera, affollata, iniziasi lo svolgimento delle interpellanze sulla Questione Romana e sulla Questione Napoletana. Parlano Gius. Ferrari, Alfieri, Massari, Musolino • Impressionante l’intervento di Giuseppe Ferrari, milanese, centrato soprattutto sul massacro di Pontelandolfo: «Sono letteralmente inorridito per i soprusi, le prepotenze le angherie, le incomprensioni, che con leggerezza pari all’iniquità furono riservate alla italianissima, generosissima, negligissima, civilissima Napoli [...] Più di ottanta paesi…taglieggiati, sconvolti, insanguinati, abbandonati in preda al saccheggio [...] Nel turbinìo degli avvenimenti, le morti si moltiplicano nella immaginazione del volgo, il terrore prende mille forme, il silenzio paralizza la lingua del cittadino napoletano che reclamando, teme d’esser sospetto, e la confusione giunge a tal punto che io a Napoli, non potevo sapere come Pontelandolfo, città di cinquemila abitanti, fosse trattata. Io ho dovuto intraprendere un viaggio per verificare i fatti con gli occhi miei. Mai potrò esprimere i sentimenti che mi invasero in presenza di quella città incendiata…vie abbandonate, a destra e sinistra le case erano vuote e annerite: si era dato il fuoco ai mobili ammucchiati nelle stanze terrene e le fiamme avevano divorato i tetti [...] Potete chiamarli briganti, ma combattono sotto la loro bandiera nazionale; potete chiamarli briganti, ma i padri di quei briganti hanno portato due volte i Borbone sul trono di Napoli. É possibile, come il governo vuol far credere, che 1500 uomini comandati da due o tre vagabondi tengano testa a un esercito regolare di 120.000 uomini? Ho visto una città di 5000 abitanti completamente distrutta e non dai briganti [...] «Io vi proposi di fare un’ inchiesta affinché una metà della nazione conoscesse appieno l’ altra metà, e le due parti della Penisola si unissero fraternamente [...]».