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 1861  novembre 20 calendario

Per protesta contro le angherie italiane al Sud, il duca di Maddaloni si dimette dal Parlamento

• A Torino riapronsi il Senato e la Camera; ai quali Ricasoli presenta i documenti in data 10 settembre dettati per stabilire un accordo fra il Regno d’Italia e il papa. Si fa una lunga discussione sul termine per svolgere le interpellanze sulle cose di Napoli; poi discutesi e votasi la legge modificante le pensioni dell’ordine militare di Savoia, ma al momento della votazione la Camera non è in numero. In principio di seduta il deputato di Casoria, Francesco Proto Carafa, duca di Maddaloni, ha letto una sua proposta per il distacco dell’ex-regno di Napoli dal regno d’Italia, rimproverando agl’italiani di avere invaso e depredato l’ex-regno!.. • Il duca di Maddaloni, 46 anni, disse: «Gli uomini di Stato del Piemonte e i partigiani loro hanno corrotto nel Regno di Napoli quanto vi rimaneva di morale. Hanno spoglio il popolo delle sue leggi, del suo pane, del suo onore... e lasciato cadere in discredito la giustizia... Hanno dato l’unità al paese, è vero, ma lo hanno reso servo, misero, cortigiano, vile. Contro questo stato di cose il paese ha reagito. Ma terribile ed inumana è stata la reazione di chi voleva far credere di avervi portato la libertà... Pensavano di poter vincere con il terrorismo l’insurrezione, ma con il terrorismo si crebbe l’insurrezione e la guerra civile spinge ad incrudelire e ad abbandonarsi a saccheggi e ad opere di vendetta. Si promise il perdono ai ribelli, agli sbandati, ai renitenti. Chi si presentò fu fucilato senza processo. I più feroci briganti non furono certo da meno di Pinelli e di Cialdini». Invitato a ritirare la mozione, il dica di Maddaloni rispose di no. Alla notizie che delle sue parole non si sarebbe fatta menzione negli Atti della Camera, il duca si dimise dal Parlamento e si ritirò a Napoli • Il deputato Francesco Noto, di Napoli, disse: «Questa è invasione non unione, non annessione! Questo è voler sfruttare la nostra terra come conquista. Il governo di Piemonte vuol trattare le province meridionali come il Cortez ed il Pizarro facevano nel Perú e nel Messico, come gli inglesi nel regno del Bengala» (leggi qui tutto l’articolo).