Comandini, 26 agosto 1861
• Il nuovo ministro di Francia a Torino, signor Benedetti, parte da Parigi per Torino. L’imperatore Napoleone III gli ha detto di essere esso il migliore amico del governo italiano: si abbia fiducia in lui, ma non si voglia forzargli la mano
• Il nuovo ministro di Francia a Torino, signor Benedetti, parte da Parigi per Torino. L’imperatore Napoleone III gli ha detto di essere esso il migliore amico del governo italiano: si abbia fiducia in lui, ma non si voglia forzargli la mano. Le truppe italiane si guardino bene dall’inseguire i briganti sul territorio pontificio, e rispettino fin l’ombra della bandiera francese; se no i francesi marceranno, occorrendo, fino a Napoli. I francesi sono a Roma; l’imperatore fece la spedizione di Roma; avrà anche fatto male, ma non può mutare il fatto, e le truppe sue le ritirerà lui quando sarà il momento. Per intanto, l’Italia continui a negoziare col papa, per metterlo dal lato del torto; agisca sull’opinione pubblica con la stampa e con altri mezzi: ad ogni costo si ristabilisca l’ordine nel Napolitano. Intanto Napoleone III si preoccuperà della questione di Roma con le intenzioni più benevole per l’Italia.