Comandini, 15 giugno 1861
Ansia per il riconoscimento della Francia
• Dispaccio del ministro Thouvenel all’incaricato di Francia a Torino dice che il Re Vittorio Emanuele ha indirizzato a Napoleone III lettera chiedentegli di riconoscerlo come Re d’Italia; l’Imperatore accondiscese e per costante benevolenza e per escludere congetture di una politica che non è quella imperiale; ma il riconoscimento non vuol essere nè approvazione retrospettiva, nè incoraggiamento ad imprese che potrebbero compromettere la pace generale. Quanto a Roma, il governo imperiale non intende scemare il valore delle proteste della Santa Chiesa per l’occupazione di certe sue provincie; ed i francesi rimarranno a Roma fin tanto che gl’interessi che ve li chiamarono non siano tutelati da sufficienti guarentigie • «Vittorio Emanuele II è costretto a fare buon viso. Così scrive al conte Ponza di San Martino, che governa Napoli: “Il riconoscimento della Francia doveva in questo mese essere fatto compiuto. La questione di Roma Capitale d’Italia non è il caso di spingerla, la ritardo più che posso, sono sicuro che quella della liberazione di Venezia deve precederla e sono fermo su quel punto”. Intanto a Torino viene rinforzato il presidio della polveriera. Corre voce che soldati austriaci del reggimento Wimpffen, penetrati in territorio italiano, vogliano compiere attentati nelle polveriere del Regno» (Maurizio Lupo).