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 2011  dicembre 01 Giovedì calendario

Un taglio di mezzo punto a certe operazioni che si svolgono tra le banche ha aiutato le Borse a brillare: Milano a +4,38, Parigi a +4,22, Francoforte quasi a 5 (4,98), Londra a +3,16, mentre lo spread è sceso a 473 punti

Un taglio di mezzo punto a certe operazioni che si svolgono tra le banche ha aiutato le Borse a brillare: Milano a +4,38, Parigi a +4,22, Francoforte quasi a 5 (4,98), Londra a +3,16, mentre lo spread è sceso a 473 punti. La sensazione è che i mercati comincino a intravedere una soluzione alla crisi dell’euro e che si aspettino annunci importanti sia lunedì prossimo da parte dell’Italia sia l’8 e il 9 dicembre dalle autorità europee. Su questo Monti, a Bruxelles per l’Ecofin nella sua veste di ministro dell’Economia, ha detto: «Sarà un vertice fondamentale quello dell’8 e 9 dicembre tra leader europei. Un vertice che sarà chiamato a decidere misure molto importanti per lo sviluppo futuro dell’Europa. Poi ci sarà il verdetto dei mercati. Io non li ho mai demonizzati anche se prima li disciplinavo. Hanno tuttavia anche il merito di rappresentare una percezione collettiva sulla credibilità delle misure che i singoli Paesi stanno prendendo. Il 10 dicembre avremo una visione sui mercati di quello che avremo fatto l’8 e il 9». I sindacati sono invece sul piede di guerra, perché le indiscrezioni sulle pensioni non piacciono assolutamente. Anche Bersani si mantiene prudente: ieri ha detto che non tutto quello che si è letto è da condividere. La Camera ha approvato il testo che introduce il pareggio di Bilancio in costituzione: 461 a favore e 11 astenuti. Qualcuno ha notato che, rispetto alla fiducia (556 voti), i “sì” risultano in calo. Il pareggio di bilancio passa ora al Senato. Trattandosi di legge costituzionale dovrà poi tornare alla Camera ed essere definitivamente varato da un secondo sì di Palazzo Madama. Infine, gli otto miliardi della sesta tranche del prestito greco sono stati sbloccati. Atene avrà i soldi per pagare gli stipendi agli statali.

Cominciamo dal discorso di Monti.
Il punto più importante sono gli eurobond: il presidente del consiglio italiano ne ha parlato di nuovo, segno che l’idea ha cominciato a prender piede anche da parte tedesca. E in effetti, se si costruirà la rete di accordi bilaterali che abbiamo descritto nei giorni scorsi, col vincolo severissimo alla virtù finanziaria, sarà poi possibile assumere una parte del debito a livello continentale e rifinanziarlo con bond europei. È più o meno quello che ci si aspetta di sentire il 9 novembre. «Gli eurobond, ha detto Monti, sono una materia che deve essere valutata con mente aperta». Il presidente si è poi liberato facilmente delle voci sul prestito di 600 miliardi da parte dell’Fmi («non è mai stato preso in considerazione»).

• Non ci sono gli ispettori dell’Fmi in Italia?
Sì, Monti ha detto di aver incontrato il nuovo direttore per l’Europa del Fondo, Reza Moghadam. Secondo lui il monitoraggio, disposto al tempo del G20 di Cannes, non ha a che vedere col prestito. I prestiti, come sa, costano cari in termini di indipendenza politica. E poi il Fmi non ha tutti quei soldi.

Ho letto una cosa assurda, e cioè che glieli presterebbe la Bce.
Sì, ci si sta pensando. Siccome la Bce non può prestare soldi agli Stati, li presterebbe al Fmi, che è una banca, quindi tutto in regola. L’Fmi li girerebbe poi a Italia e Spagna. Ieri Lussemburgo, Belgio e Olanda hanno chiesto ufficialmente un maggiore coinvolgimento di Fmi e Bce contro la crisi del debito, dato che il cosiddetto fondo salva-stati è ampiamente insufficiente (ha a disposizione per noi e per la Spagna sui 250 miliardi). Il comunicato andrebbe a parare proprio in quella direzione, il giro Fmi-Bce-Paesi in crisi.

Il premier ha detto qualcosa sulle pensioni?
Ha fatto appello al «senso di urgenza e responsabilità». «Se il 5 dicembre l’Italia manca questo passaggio o non fa quel che ci si attende le conseguenze sarebbero molto gravi».

Però i sindacati non sono d’accordo.
La Camusso ha detto: «Il governo deve sapere che 40 è un numero magico e intoccabile». Si riferisce all’ipotesi che per andare in pensione col massimo e senza avere l’età si debbano accumulare 43 anni di contributi. La leader della Cgil lamenta anche che finora non sia arrivata nessuna convocazione da parte del governo. «Credo sia giunta l’ora che il governo chiami le parti e ponga il tema delle scelte da fare e di come discuterne». Così si sarebbe fatto in tempi di concertazione. Ma non so se adesso… Sa che la Lega ha presentato un’interrogazione parlamentare per sapere se il barbiere di Milano che domenica scorsa ha tagliato i capelli a Monti ha rilasciato lo scontrino fiscale?

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 1 dicembre 2011]