23 novembre 2011
Tags : Enrico Fenzi
Fenzi nella clandestinità scriveva su Dante
• «Durante la latitanza, racconta, riuscì non solo a tenere qualche contatto con la famiglia, cosa proibitissima dentro le Br. Ma a conservare perfino dei rapporti con il suo lavoro: “Avevo preso l’impegno con la Utet per fare l’introduzione a un’opera di Dante. Una cosa importante. Passato alla latitanza mi chiesi: cosa faccio, tiro il bidone? Finii il lavoro da clandestino e lo spedii. La cosa più buffa è che, sempre da clandestino, andai addirittura alla casa editrice a ritirare i soldi”». Poi lo presero, con Mario Moretti, a Milano: «Stavamo cercando di metter un po’ d’ordine in quel casino che era la colonna Walter Alasia». [Cds 15/8/1995]