27 marzo 1952
Tags : La belva di San Gregorio
Giuseppe Ricciardi al processo d’appello
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«Giuseppe Ricciardi ha la voce, le maniere, il linguaggio pittoreschi e robusti
del commerciante siciliano che ha fatto fortuna a Milano ed è deciso a
conquistare ora anche questa “piazza”, questa sala gremita che pure gli è
ostile. Egli lo sa e ne ha subito la conferma quando attacca: “Giuro davanti a
Dio e sull’anima dei miei bambini...” e si ode un lungo, ironico “oh”. Il
presidente minaccia di fare sgomberare l’aula e Ricciardi continua: “Lei (non
la chiamerà mai per nome) non l’ho più vista da quando uscì dal mio magazzino.
Rapporti casuali, caro presidente. (...) Come mai io, così, a casaccio, posso
presentare a lei una persona perché vada a rubare e ad ammazzare tutta la mia
famiglia? Tutto quello che lei ha detto è falso”. (...) Ho avuto un solo torto
nella vita: di aver conosciuto quella donna, ma questo non significa che le
abbia detto di uccidermi la famiglia”». [Giorgio Vecchietti, Sta.28/3/1952]