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 1943  gennaio 14 Giovedì calendario

La Conferenza di Casablanca

Africa nord-occidentale. Si apre la Conferenza di Casablanca cui partecipa il presidente americano Roosevelt e il primo ministro inglese Churchill, assistiti dai rispettivi Capi di Stato Maggiore (il terzo “Grande”, Stalin, non può intervenire in quanto trattenuto a Mosca dalle operazioni militari). Si tratta di fare il punto della situazione in uno dei momenti più delicati del conflitto quando cioè i tedeschi, esaurita la loro spinta offensiva, cominciano a dare i primi, impercettibili segni di cedimento; e si tratta, soprattutto, di decidere la strategia futura delle forze alleate. Stalin, in un messaggio, ha espresso la sua opinione: sostiene che esiste un solo problema degno di attenzione, ed è l’apertura di un nuovo fronte in Europa. È un tasto sul quale il dittatore sovietico batte da mesi ed ora è più che mai convinto debba essere preso in seria considerazione dai suoi alleati: aprire un fronte a ovest significa costringere i tedeschi a difendersi su due fronti con conseguente dispersione di forze. Gli Alleati sono d’accordo con Stalin sulla necessità di aprire un nuovo fronte a occidente: le divergenze sorgono sul dove quel fronte debba essere aperto. Roosevelt e il suo Stato Maggiore sono favorevoli ad uno sbarco in Francia da realizzarsi entro pochi mesi, mentre Churchill sostiene la necessità di un attacco di sorpresa all’Italia, il “ventre molle dell’Europa”, con conseguente, successivo ricongiungimento con gli eserciti russi nei Balcani per attaccare poi da sud l’impero di Hitler. Quando Churchill dà la sua parola agli americani di essere disposto ad appoggiare il piano americano di uno sbarco in Francia (previsto ora per il 1944), Roosevelt dà il suo consenso per la preparazione dello sbarco in Italia, più precisamente in Sicilia. Negli incontri di Casablanca viene inoltre stabilito che vengano intensificati e “razionalizzati” i bombardamenti diurni e notturni su vasta scala sul territorio tedesco al fine di distruggere i centri di produzione industriale e interrompere le vie di comunicazione. La direttiva viene affidata per la sua realizzazione al generale sir Arthur Harris, comandante supremo del Bomber Command inglese. Si stabilisce infine di esigere da Germania, Italia e Giappone, alla fine del conflitto, la resa incondizionata. [Salmaggi e Pallavisini]