Comandini, 13 luglio 1870
• Questa mattina il re di Prussia usa al Benedetti la cortesia di inviargli una copia della Kölnische Zeitung che dà la notizia della rinuncia del principe Leopoldo
• Questa mattina il re di Prussia usa al Benedetti la cortesia di inviargli una copia della Kölnische Zeitung che dà la notizia della rinuncia del principe Leopoldo. Qualche ora dopo, sulla pubblica passeggiata, l’ambasciatore francese Benedetti si accosta al Re, il quale crede che lo voglia ringraziare; invece il Benedetti gli notifica le istruzioni avute dal duca di Gramont. Il Re, meravigliato della nuova pretesa, rifiuta di prendere lì per lì un impegno, aggiunge tuttavia che lo farà chiamare in giornata per comunicargli la risposta formale del cugino. Ma nel pomeriggio il Re, offeso e sdegnato anche per lo schema di lettera redatto dal duca di Gramont, invece di far chiamare il Benedetti, gli invia l’aiutante di campo principe Radziwill per informarlo che ha ricevuto la lettera ritirante la candidatura e che perciò considera l’incidente come terminato. Allora il Benedetti insiste per sapere se il re di Prussia approva tale rinuncia come capo della Gasa o come re di Prussia; il Re gli fa comunicare che approva come capo della Casa; ciononostante il Benedetti insiste per avere dal Re un’udienza, ma il Re gli fa dire che rifiuta di impegnarsi in un’ulteriore discussione su questo oggetto ed invita l’ambasciatore francese a rivolgersi ai ministri. In giornata, alle ore 3.50 p., per ordine del Re, viene telegrafato da Ems al conte di Bismarck un resoconto di codesti varii avvenimenti. (Dispaccio di Ems). Il Bismarck lo riceve mentre trovasi a pranzo ed ministro della guerra Roon e con Moltke, capo di S. M., e mediante alcune cancellature lo riduce e nella seguente forma: «Dopo che le notizie della rinuncia del Principe ereditario di Hohenzollern sono state comunicate ufficialmente al Governo imperiale francese da quello reale spagnuolo, l’ambasciatore francese in Ems ha richiesto ancora S. M. il re di autorizzarlo a telegrafare a Parigi che S. M. il re s’impegnava per tutto il tempo avvenire a non dare giammai il suo assenso, qualora gli Hohenzollern ritornassero alla loro candidatura. S. M. il re ha ricusato di ricevere ancora l’ambasciatore francese e ha fatto dire per messo del suo aiutante che non aveva più nulla da comunicare all’ambasciatore». Questo dispaccio viene subito comunicato alle gazzette e telegraficamente a tutte le ambasciate prussiane, e giunge a Parigi prima di mezzanotte, producendo enorme impressione. Viene interpretato come una sfida della Prussia alla Francia. La guerra è certa!