Comandini, 11 luglio 1870
• Alla Camera il ministro Visconti Venosta, rispondendo ad una interpellanza degli onorevoli Miceli, Corte, Oliva e Nicotera sugli avvenimenti di Spagna circa la candidatura Hohenzollern e sulle parole pronunciate dal ministro Ollivier sulla questione romana (assicurazione data ai deputati clericali che la Francia non uscirà da Roma), ammette che il ministro d’Italia a Parigi, co
• Alla Camera il ministro Visconti Venosta, rispondendo ad una interpellanza degli onorevoli Miceli, Corte, Oliva e Nicotera sugli avvenimenti di Spagna circa la candidatura Hohenzollern e sulle parole pronunciate dal ministro Ollivier sulla questione romana (assicurazione data ai deputati clericali che la Francia non uscirà da Roma), ammette che il ministro d’Italia a Parigi, co. Nigra, ha chiesto spiegazioni al ministro degli esteri di Gramont, il quale ha risposto che le parole dai giornali attribuite all’Ollivier sono inesatte. Quanto all’occupazione francese nel territorio romano, il Visconti Venosta dichiara che il governo italiano non ha creduto opportuno sollevare questa questione... e che in proposito «trattative non ve ne furono, e non ve ne sono. Questo stato di cose — aggiunge — non può prolungarsi fino all’infinito, nè durar forse molto tempo ancora. Il governo però confida che quanto al momento di uscire dalla linea che ci siamo imposti, la Camera vorrà lasciare a noi piena libertà di giudizi e d’azione, quella libertà che corrisponda all’altezza delle responsabilità che assumiamo». Quanto alla questione sollevata in Europa dalla candidatura del principe di Hohenzollern si richiama al riserbo che deve usare, però assicura che il governo si è unito alle altre potenze per raccomandare il mantenimento della pace. La Destra applaude calorosamente le dichiarazioni del ministro; la Sinistra, per bocca dell’on. Miceli, attacca dicendo che la Camera deve avere la libertà di manifestare le proprie opinioni sulle gravi questioni in corso e perchè il Paese sia messo in grado di esprimere le sue aspirazioni. La Sinistra minaccia di abbandonare l’aula, ma Nicotera riconosce l’inopportunità di fare ora un’ampia discussione di politica estera e di trattare la questione romana; Visconti Venosta risponde dando nuove assicurazioni che il governo ha esercitato una azione con le potenze più interessate al mantenimento della pace, e la bufera si acqueta. Nella sala dei Duecento grande vivacità e grandi commenti. I giornali avversi al ministero si compiacciono tuttavia che finalmente la questione politica che più giustamente deve preoccupare il Paese sia stata posta nettamente, avendo il Paese il diritto — a detta della Gazzetta di Milano — di manifestare la sua volontà, la quale è che prima di trattare colla Francia questa sgombri il territorio pontificio.