Comandini, 9 luglio 1870
• Stamane alle 7.35 il re Vittorio Emanuele risponde ai telegrammi del Visconti Venosta, e dice testualmente: «En cas de guerre, rappelez-vous que nous avons des promesses précédentes, desquelles je suis à peu près résponsable»
• Stamane alle 7.35 il re Vittorio Emanuele risponde ai telegrammi del Visconti Venosta, e dice testualmente: «En cas de guerre, rappelez-vous que nous avons des promesses précédentes, desquelles je suis à peu près résponsable». Dice di raccomandare al Lanza e al Sella di non preoccuparsi della questione del denaro e raccomanda ancora di parlare al ministro d’Austria nel senso che egli desidera che il governo austriaco ottenga la cessazione dell’occupazione francese a Roma: «Sans cela, aucune alliance ni entente possible». Ma occorre anche che sia il governo imperiale francese ad offrire di sgombrare Roma, senza che l’Italia glielo domandi. E si richiama a un disegno di triplice alleanza tra, l’Austria-Ungheria, la Francia e l’Italia, che fino dal dicembre 1868 si andava ventilando per mezzo dei negoziati segreti tra il re Vittorio Emanuele e i due Imperatori, col tramite del co. Vimercati e del co. Witzthum. (Bisogna ricordare che poi, nel marzo 1869, era stato elaborato da Rouher e La Vallette uno schema di trattato in 12 articoli, per un’alleanza difensiva, che poteva diventare offensiva solo nel caso in cui una potenza minacciasse le parti contraenti).