Comandini, 3 giugno 1870
• La Camera, continuando la discussione sull’esercito, respinge la proposta di Crispi sulla abolizione del supremo tribunale di guerra e degli avvocati fiscali militari
• La Camera, continuando la discussione sull’esercito, respinge la proposta di Crispi sulla abolizione del supremo tribunale di guerra e degli avvocati fiscali militari. Fra l’altro il Crispi ha detto: «L’esercito non è la forza al servizio di un partito, ma a servizio di tutta la Nazione. L’esercito non è di nessuno; è la forza al servizio del diritto». L’on. La Marmora esorta il ministro della guerra (Govone) a pubblicare al più presto la relazione ufficiale sulla campagna del 1866. Destano molta impressione queste sue parole: «Un grande capitano disse che la guerra è una serie di errori. Chi ne fa meno, d’ordinario vince. Ebbene, io sarò lieto il giorno in cui mi si proverà che io ho commesso degli errori, ed allora piegherò il capo, ma fino a che ciò non sia, io porterò alta la fronte, tanto alta, da disprezzate le infami calunnie delle quali sono tutti i giorni l’oggetto». Chiude difendendo l’esercito del ’66, che fu però vittima della mancata unità di comando. La Camera chiude la discussione approvando con voti 175 contro 107 il progetto di legge relativo ai provvedimenti militari.