14 novembre 2011
Tags : Carlo Casalegno
Ferito dalle Br, 13 giorni di agonia
• Il 16 novembre 1977 un commando della colonna torinese delle Brigate rosse tese un agguato a Casalegno, che quel giorno si era mosso senza scorta. Stava rientrando a casa per il pranzo quando i terroristi, che lo avevano aspettato nell’androne del palazzo in cui abitava, in corso re Umberto, gli spararono quattro colpi di pistola al volto. L’arma era in mano a Raffaele Fiore, capo della colonna torinese delle Br. Del gruppo di fuoco faceva parte anche Patrizio Peci. Casalegno, subito soccorso dalla moglie, sopravvisse tredici giorni alle ferite che gli avevano devastato il viso. Dopo un lieve miglioramento che gli aveva permesso di riacquistare lucidità, di tracciare qualche parola su un foglio di carta, di riconoscere la moglie Dede e il figlio Andrea, una crisi lo portò alla morte alle 13.40 del 29 novembre.