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 2011  novembre 14 Lunedì calendario

Il professor Mario Monti, fresco senatore a vita, ha ricevuto ieri sera da Napolitano l’incarico di formare un nuovo governo, incarico che ha accettato con riserva garantendo poi nella dichiarazione resa alla stampa che procederà con la maggiore celerità possibile, ma con altrettanto scrupolo

Il professor Mario Monti, fresco senatore a vita, ha ricevuto ieri sera da Napolitano l’incarico di formare un nuovo governo, incarico che ha accettato con riserva garantendo poi nella dichiarazione resa alla stampa che procederà con la maggiore celerità possibile, ma con altrettanto scrupolo.

  • Perciò niente governo in due ore o comunque già oggi.
Alla fine del discorso del capo dello Stato un giornalista ha chiest «Allora i tempi s’allungano?», al che Napolitano ha risposto, con una punta di insofferenza: «E certo, se qualcuno s’inventa che si fa il governo in due ore, i tempi s’allungano». Un’accusa, cioè, a noi giornalisti che abbiamo scritto di una lista dei ministri pronta quasi nello stesso momento in cui Monti riceveva l’incarico. Lo stesso Monti aveva soffiato anche sulle anticipazioni relative ai nomi circolati sui giornali: «È tutta pura fantasia».

Quindi? I nomi circolano, i giornali fanno bene a scrivere, il presidente incaricato ha qualche difficoltà in più e soprattutto non vuole dare l’impressione di voler ignorare o aggirare i partiti. «Mi accingo a questo compito con profondo rispetto nei confronti del parlamento e nei confronti delle forze politiche. Opererò per valorizzare l’impegno comune per uscire presto da una situazione che ha aspetti d’emergenza». Prima aveva detto: «I nostri sforzi saranno indirizzati a risanare la crisi finanziaria e a riprendere il cammino della crescita in un quadro di accresciuta attenzione all’equità sociale». È già un programma di governo.

Che cosa ha detto Napolitano?
È quello che ha parlato più di tutti, nove minuti contro gli otto del videomessaggio di Berlusconi (orgoglioso e pacato) e i tre di Monti. È anche il discorso più importante tra quelli che si sono sentiti ieri. Dopo aver descritto come «riflessivo e pacato» il tono delle consultazioni (da cui non sono emerse novità) e aver parlato anche lui di «crescita economica e di equità sociale per il paese considerato nella sua unità», ha detto quest «Da domani alla fine di aprile verranno a scadenza quasi 200 miliardi di euro di buoni del tesoro e bisognerà rinnovarli collocandoli sul mercato. Tentare in questo momento di evitare un precipitoso ricorso a elezioni anticipate e quindi un vuoto di governo è un’esigenza su cui dovrebbero concordare tutte le forze politiche e sociali preoccupate delle sorti del paese. È in nome di questa esigenza che ho deciso di affidare al senatore professor Mario Monti l’incarico di formare un nuovo governo aperto al sostegno e alla collaborazione da parte sia dello schieramento uscito vincente dalle elezioni del 2008 sia delle forze collocatesi all’opposizione. Lo schieramento vincente ha visto crescere negli ultimi tempi rotture e tensioni al suo interno e ridursi la sua base di maggioranza in Parlamento. […] Non si tratta ora di operare nessun ribaltamento del risultato delle elezioni del 2008 né di venir meno all’impegno di rinnovare la nostra democrazia dell’alternanza attraverso una libera competizione elettorale per la guida del governo. Si tratta soltanto di dar vita a un governo che possa unire forze politiche diverse in uno sforzo straordinario che l’attuale emergenza finanziaria ed economica esige. Il confronto a tutto campo tra i diversi schieramenti riprenderà, senza che sia stata oscurata o confusa alcuna identità, appena la parola tornerà ai cittadini per l’elezione di un nuovo parlamento. Il tentativo che oggi propongo è difficile, lo so, dopo anni di contrapposizioni e di scontri nella politica nazionale e di molti inascoltati appelli alla moderazione, a un confronto non distruttivo, a una maggiore condivisione e coesione su scelte e obiettivi di fondo. Ma rispettando le posizioni di tutti e le decisioni che in definitiva spetteranno al parlamento confido che si voglia largamente incoraggiare il tentativo del senatore professor Mario Monti, personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia politica e al tempo stesso dotata di esperienze e competenze che ne fanno una figura ampiamente rispettata in Europa e nei più larghi ambienti internazionali. È giunto il momento della prova, il momento del massimo senso di responsabilità, non è tempo di rivalse faziose né di sterili recriminazioni, è ora di stabilire un clima di maggiore serenità e reciproco rispetto. Operiamo tutti nei prossimi mesi facendo uscire il paese dalla fase più acuta della crisi finanziaria».

Governo tecnico o no?
Tecnico, però Monti vuole parlare con le forze politiche. Ieri s’è saputo che qualche ministro politico non gli dispiacerebbe.

La Lega? Sta all’opposizione, in principio. Ma ieri Bossi s’è ammorbidito, ha detto che poi il Carroccio giudicherà caso per caso.

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 14 novembre 2011]