Salmaggi e Pallavisini, 1 gennaio 1943
I giapponesi decidono di evacuare Guadalcanal
• Pacifico. Guadalcanal. Al Quartier Generale Imperiale, dopo la distruzione quasi completa del convoglio che trasportava nell’isola il grosso della 28ª divisione comandata dal gen. Sano (di 11 piroscafi, 6 sono stati affondati, 1 gravemente danneggiato, 4 hanno dovuto esser fatti arenare sui bassi fondali presso le spiagge per evitarne l’affondamento), si decide dopo lunghi dibattiti l’evacuazione di Guadalcanal. Ciò significa perdere le Salomone, e con esse il dominio degli approcci nord-orientali all’Australia e alla Nuova Zelanda, ma non è più possibile sopportare così gravi sacrifici: dal 7 agosto 1942, giorno dello sbarco dei Marines, i nipponici hanno perduto 65 unità della marina da guerra e oltre 800 aerei, indipendentemente dalle perdite umane. L’imperatore Hiro Hito dà la sua approvazione alla decisione. L’evacuazione, che avverrà gradualmente, sarà affidata ai cacciatorpediniere del “Tokyo Express” del brillante contrammiraglio Tanaka. Frattanto, sull’isola i Marines del gen. Vandegrift sono stati quasi completamente sostituiti da forze fresche: la 2ª div. Marines, la divisione Americal e la 25ª fanteria dell’esercito, riunite nel XIV corpo di cui sta per assumere il comando il generale Patch. In preparazione dell’offensiva finale, le azioni si concentrano sul caposaldo Gifu, sempre ostinatamente difeso da 500 nipponici, sul Monte Austen. [Salmaggi e Pallavisini]