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 1921  novembre 04 Venerdì calendario

Un lungo corteo dietro il Milite ignoto

• Alle 9 da tutti i forti della capitale si cominciano a esplodere, a intervalli regolari, salve d’artiglieria, mentre tutte le campane delle chiese romane iniziano a suonare a gloria. Per disposizione del governo in tutti i comuni del Regno alla stessa ora viene sospeso qualsiasi lavoro e le campane devono suonare a gloria. La cassa con i resti mortali del Soldato ignoto viene portata a braccia fuori dal tempio e sistemata su un affusto di cannone. Decorati al valor militare prendono posto ai lati del feretro seguito da venti madri e venti vedove di guerra. Dietro, il ministro della Guerra Gasparotto e quello della Marina Bergamasco. Apre il corteo un plotone di carabinieri a cavallo e un reparto in armi in cui, oltre a esercito e marina, sono inquadrati ascari eritrei e libici del Corpo delle truppe coloniali, Guardie di finanza e agenti di Pubblica sicurezza. In due blocchi seguono 753 tra bandiere e labari di unità militari e gonfaloni dei comuni decorati al valor militare. Il feretro è preceduto, nell’ordine, dalla banda dell’81° reggimento di fanteria della brigata Torino, dal generale Grazioli, artefice della battaglia di Vittorio Veneto. Chiude il corteo un blocco di 1800 bandiere delle associazioni combattentistiche. Il corteo, da piazza Esedra si snoda lungo via Nazionale per giungere nella piazza Venezia. Incalcolabile la folla lungo il percorso e le bandiere alle finestre. Mentre il corteo muove dalla vasilica di Santa Maria degli Angeli, il re e la real casa giungono al Vittoriano. Vittorio Emanuele III dà il braccio alla Regina madre, mentre il presidente del Consiglio Bonomi accompagna la Regina Elena.