4 novembre 1921
Sepolti ad Aquileia gli altri dieci caduti ignoti
• È il terzo anniversario della vittoria. Ad Aquileia con una cerimonia commovente viene data sepoltura ai dieci commilitoni del Milite ignoto. Il rito viene celebrato da mons. Celso Costantini, vescovo di Fiume. Sua e di Ugo Ojetti l’idea di trasformare il retro della basilica in cimitero di guerra. Al termine del rito, sul piazzale antistante la basilica, mons. Costantini recita una preghiera di suffragio da lui stesso composta. Le salme, portate a spalla all’interno del cimitero, vengono calate nella fossa ai piedi dell’altare appositamente allestito e progettato, come il convoglio ferroviario, dall’architetto Cirilli. Il vescovo getta una manciata di terra e tutti lo imitano. Mentre il popolo sfila commosso, da dietro una grande siepe d’alloro un quintetto d’archi diretto dal maestro D’Arienzo intona l’Ave Maria di Gounod.