14 maggio 1865
Nel corteo le bandiere di Roma e Venezia
• Alle 8.45 il tuono del cannone di Forte Belvedere ha segnato la
partenza del corteo da piazza Santo Spirito. Lo aprono i giornalisti e gli
attori, seguono i rappresentati delle province, dei comuni e degli istituti.
Chiudono il corteo i municipi di Ravenna e Firenze, nel mezzo il conte Sarego
Alighieri, discendente di Dante. «Più di settecento bandiere sventolavano nel
corteggio e si toccavano l’un l’altra confondendosi e simboleggiando così la
grande famiglia italica unita oggi in un affetto e un desiderio.» [Naz.
15/2/1865] Al passaggio delle bandiere di Roma e Venezia la folla esulta:
«Questo è il più bel plebiscito per l’unità d’Italia». [Em. Pitt. 3-10/6/1865]
• Il corteo sfila per due ore e mezzo
prima che tutti raggiungano piazza Santa Croce. Arrivati gli ultimi, ecco che
alle 11 si fa avanti il re. Vittorio Emanuele prende posto in un ricco
padiglione in faccia alla statua. La piazza è tutta adornata di fiori e
ghirlande, al centro c’è il palco dove sale prima il gonfaloniere di Firenze e
poi padre Gianbattista Giuliani per i discorsi ufficiali. Finalmente
l’inaugurazione del grande monumento in onore del poeta realizzato da Enrico
Pazzi. «Fu quello istante d’entusiasmo che tutti ricorderanno e che nessuno
dirà: la voce dell’entusiasmo non si traduce». [Naz. 15/2/1865; Pesci 1904]