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 1864  settembre 21 calendario

Scontri in piazza Castello

• Mentre a Torino era adunato il Consiglio comunale, alle 14 formasi grosso assembramento in piazza San Carlo. Le guardie di P. S. si gettano in mezzo arrestando a casaccio e sequestrando una bandiera; la folla mettesi a chiedere la bandiera e gli arrestati. Per l’intervento di alcuni consiglieri comunali gli arrestati sono stati rilasciati. La folla ha ancora gridato: «La bandiera!, la bandiera!» Il questore l’ha rifiutata, e allora è stata una tempesta di sassi contro la Questura spezzandone lo stemma sulla porta; allora il questore da una finestra del terzo piano ha buttata alla folla fischiante la bandiera. La folla si è poi portata contro gli uffici della Gazzetta di Torino, urlando, fischiando e bruciandone varie copie. Verso le 17.30 davanti al municipio grosso assembramento è stato invitato dal sindaco alla calma; le parole del sindaco sono state applaudite, ma l’assembramento non si è sciolto, e si è ingrossato. In piazza San Carlo la folla è rimasta abbastanza calma, di fronte alla truppa di varie armi, esse pure calme; invece una chiassosa colonna con nodosi bastoni si è portata in piazza Castello, per imboccare i portici di via Po e arrivare al ministero dell’Interno colluttando coi carabinieri. Dalla parte dei portici, vicino al caffè Di Lej esplode un colpo di rivoltella; i carabinieri, che erano dalla parte opposta fanno una scarica disordinata; la piazza si sgombera; cade ferito un signor Jona, morti tre o quattro. In Borgo Nuovo è stato saccheggiata una bottega da armaiuolo, portandone via un centinaio tra fucili e revolvers, e cartucce. A sera in piazza Carignano sono abbruciati L’Opinione, La Stampa, e la Monarchia Italiana.

• A sera, per consiglio di amici, il marchese G. Pepoli parte da Torino.