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 1989  febbraio 25 Sabato calendario

Concluso il processo per la strage del treno rapido 904

• La Corte d’assise di Firenze condanna alla pena dell’ergastolo Giuseppe Calò, Guido Cercola, Alfonso Galeota, Giulio Pirozzi e Giuseppe Misso, nell’enorme aula-bunker dove, per quasi quattro mesi si è celebrato il processo per la strage del rapido 904, la «strage di Natale», consumata nel 1984. I cinque ergastoli perché — affiliati alla mafia e alla camorra e legati alla destra più estrema — hanno deciso e organizzato il massacro su quel treno dove morirono in 16 e 267 rimasero feriti. Chi abbia messo la bomba ancora non si sa. Si sospettò di Carmine Lombardo, un figlioccio di Misso, ma venne ammazzato prima che potessero interrogarlo o, forse, pentirsi. E anche ai due killer, poco dopo, fu chiusa la bocca a colpi di 38 special. Franco Di Agostino viene condannato a 28 anni; e per 25 anni dovrebbe rimanere in carcere anche Friedrich Schaudinn, un tedesco, esperto in esplosivi che, secondo i giudici, fabbricò il timer. Altre condanne: Lucio Luongo 2 anni e mezzo di carcere per porto abusivo di esplosivo, mentre Carmine Esposito, l’ex poliziotto che aveva lanciato l’allarme alcuni giorni prima dell’attentato, ma poi rifiutò di collaborare con gli inquirenti, dovrà scontare 4 anni, per favoreggiamento. Assolti, con la formula del dubbio, Luigi Cardone, napoletano, e Antonino Rotolo, romano. Alle Ferrovie dello Stato dovranno essere versati dagli imputati 3 miliardi di indennizzo, e 1 miliardo e 400 milioni al ministero dell’Interno.