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 2011  ottobre 22 Sabato calendario

Prospero Gallinari: «Le Br hanno perso, lo Stato ha vinto»

• Nuovo arresto il 24 settembre 1979 mentre in pieno giorno nel centro di Roma montava una targa falsa ad un’auto rubata (nel conflitto a fuoco fu colpito alla testa). Ha dichiarato e messo per iscritto più volte, dalla fine degli anni Ottanta, che le Br hanno perso e lo Stato ha vinto.Condannato a tre ergastoli, in libertà vigilata dal 1996 per motivi di salute (è cardiopatico), vive a Canalina (Reggio Emilia). Ha raccontato la sua storia nel libro Un contadino nella metropoli (Bompiani, 2006). [Dell’Arti-Parrini 2008]
• È morto staIl 14 gennaio 2013, Gallinari è stato trovato morto nel garage della sua abitazione, stroncato probabilmente da un malore improvviso, aveva 61 anni. Da tempo malato di cuore (ragione per cui era fuori dal carcere).
• Ai funerali, celebrati nel primo pomeriggio di sabato 19 gennaio 2013, nel cimitero di Coviolo, una piccola frazione di Reggio Emilia, hanno partecipato diverse centinaia di persone, tra cui una nutrita rappresentanza di militanti dei centri sociali e gli ex Br Renato Curcio, Raffaele Fiore, Barbara Balzerani e Loris Tonino Paroli e l’ex leader di Potere Operaio Oreste Scalzone. Il corpo di Gallinari è deposto in una bara coperta da un drappo rosso con disegnati la falce martello e una stella, simbolo del comunismo. La bara è stata poi salutata, al momento in cui è stata portata fuori dalla camera ardente per il trasporto nel cimitero, con i pugni alzati. Per l’ultimo saluto all’ex brigatista sono stati scanditi anche cori come «Prospero è vivo e lotta insieme a noi» e «Le nostre idee non moriranno mai» insieme alle note de «L’Internazionale» [Ilpost.it 20/1/2013]
• Gabriele Franzini su Telelreggio: «“Onore al compagno Prosperto Gallinari!”. La voce dell’oratore cede all’emozione, parte un applauso fragoroso, molti alzano il pugno chiuso. L’uomo che grida "onore a Gallinari" si chiama Bruno Seghetti. E’ uno dei brigatisti che hanno sparato e ucciso 35 anni fa in via Fani, condannato all’ergastolo per diversi omicidi. Poco prima, un altro degli oratori aveva detto che molti compagni di Gallinari erano stati "massacrati negli agguati delle bande del generale Dalla Chiesa". A parlare era Sante Notarnicola, criminale comune della cosiddetta Banda Cavallero, condannato all’ergastolo per omicidi, rapine e sequestri di persona. (...) Uno dei cori diceva: "Le nostre idee non moriranno mai"».