22 ottobre 2011
Tags : Prospero Gallinari
Gallinari cresce nel mito delle lotte operaie
• «Misera famiglia di mezzadri, svezzato nella Reggio comunista (a soli 9 anni “Gallo”, come lo chiamavano gli amici, partecipa ai funerali dei morti per gli scontri del luglio 1960), Gallinari cresce nel mito delle lotte operaie ascoltando i discorsi dei vecchi compagni sulla “Resistenza tradita”. “Ha da gnir sbafioun, ha da venire il baffone, Stalin, è la conclusione di molte discussioni... noi giovani le ascoltiamo con avidità”, ricorda Gallinari. In rotta con i responsabili del partito (quelli vicini a Pietro Secchia erano già stati allontanati) per aver issato in sezione le bandiere in morte del Che Guevara – “per loro era un trockista, un avventurista” - Prospero Gallinari viene espulso con il gruppo di ragazzi arrabbiati che, all’alba del 68, si ritrovano nella soffitta di via Emilia San Pietro dando presto vita al Collettivo Politico Operai-Studenti» (Chiara Beria di Argentine).