La Gazzetta dello Sport, 21 ottobre 2011
Gheddafi è stato ucciso durante la presa di Sirte, caduta ieri. La guerra in Libia è probabilmente finita, e l’annuncio solenne e formale della liberazione completa del paese sarà dato ufficialmente oggi, o al più tardi domani, dal presidente del Comitato Nazionale di Transizione (Cnt), Mustapha Abdul Jalil
Gheddafi è stato ucciso durante la presa di Sirte, caduta ieri. La guerra in Libia è probabilmente finita, e l’annuncio solenne e formale della liberazione completa del paese sarà dato ufficialmente oggi, o al più tardi domani, dal presidente del Comitato Nazionale di Transizione (Cnt), Mustapha Abdul Jalil. Con l’occasione dovrebbero essere forniti alla stampa i dettagli sulla morte del raìs, ancora poco chiari nel momento in cui scriviamo. Jalil ha detto: «È un momento che abbiamo atteso a lungo. È tempo adesso di lanciare una nuova Libia unita». Poi ha aggiunto: «Mi felicito con il popolo libico per questa giornata storica e lo invito a lasciare da parte ogni rancore e proclamare a una voce sola Libia, Libia, Libia».
• Come l’hanno ammazzato?
La versione che racconta l’ambasciatore libico a Roma, Abdullahfed Gaddur, è questa: i ribelli hanno visto
un convoglio di sette macchine che si stava allontanando da Sirte, la città di
Gheddafi prossima ormai alla resa definitiva. A quel punto «hanno bloccato le prime due macchine, la terza macchina si
è staccata, ed era la macchina dove c’era Gheddafi. I rivoluzionari hanno
cominciato a sparare contro di lui, hanno bloccato la macchina, lui è sceso
dalla macchina e c’è stato uno scontro a fuoco tra la sua guardia e i
rivoluzionari. Gheddafi è stato ferito ed è morto mentre veniva trasportato in
ospedale (l’ospedale di Misurata)». Questa versione, sensata, è però
contraddetta da altri racconti, anche questi non implausibili. Intanto c’è un
filmato di Al Jazeera che mostra gli ultimi istanti di vita del raìs: catturato
dagli insorti, viene trascinato verso un pickup e fatto sdraiare sul cofano.
Appare spaventato, è ferito al volto, e tenta di parlare. Non ha le scarpe, la
camicia è sbottonata. i capelli sono arruffati. Quando si conclude la
sequenza è ancora vivo.
• Si direbbe che lo avrebbero in qualche modo
fucilato.
Intorno alle 13.00 di ieri sono arrivate le foto del
cadavere: una maschera di sangue, con lunghe striature rosse che arrivano alla
pancia, la camicia zuppa, il volto deformato da una smorfia. Altre foto
mostrano l’imboccatura di due tubi di scol testimoni raccontano che Gheddafi
s’era nascosto lì dentro (e i piedi scalzi potrebbero suffragare questa
versione). Si racconta la storia di un Mohamed al-Bibi, di circa vent’anni, che
avrebbe trovato Gheddafi all’uscita dei canali di scolo. Intervistato dalla
Bbc, Bibi ha detto che Ghedafi lo ha implorat «Non sparare! Non sparare!». Il
ragazzo invece non ha esitato a far fuoco. Sarebbe stato fotografato mentre i
miliziani lo portano in trionfo e lui agita la pistola d’oro del colonnello.
Sulla testa di Gheddafi c’era una taglia di venti milioni di dollari.
• La Nato non ha partecipato in nulla all’azione?
Abbiamo qui una terza versione della morte. La Nato
dice di aver bombardato ieri mattina «un convoglio militare» nei pressi di
Sirte. «Non siamo in grado di dire se questo attacco ha contribuito alla morte
di Gheddafi. Dal momento che non abbiamo alcun soldato in territorio libico non
possiamo dire nulla sull’identità delle persone uccise». Questo raid risale
alle 8.30 di ieri mattina. Legga questa dichiarazione Nato in chiave politica:
fin dal primo momento gli americani hanno sostenuto di essere indifferenti alla
sorte del raìs, per non peggiorare ulteriormente la loro immagine presso i
popoli arabi. Vogliono tirare la nuova Libia dalla loro parte. Vedrà che alla
fine la versione ufficiale sarà quella che è stata diffusa da ultimo già ieri
sera. Il colonnello è morto combattendo, sarebbe stato tanto bello catturarlo e
processarlo, non è stato possibile, peccato eccetera eccetera.
• Lei non crede che abbiano tentato di catturarlo
vivo?
Gheddafi ha dominato la Libia per 42 anni, è stato
amico dei terroristi e nemico degli Stati Uniti, adesso aveva rovesciato le sue
posizioni, grossi ammiccamenti a Ovest e guerra senza quartiere ai
fondamentalisti. Ha fatto affari con tutti, ha corrotto - anche personalmente –
un sacco di gente importante. Se lo immagina alla ringhiera del tribunale
dell’Aja? Avrebbe potuto mettere nei guai quasi tutti i potenti della Terra.
• Le reazioni nel mondo?
Auspicio generale che, con la fine del conflitto, il
paese proceda sulla strada della riunificazione e della democratizzazione.
Esiste naturalmente un pericolo fondamentalista, specialmente dalla parte del
Niger dove opera un forte partito qaedista. Tra i ribelli del Cnt c’è un
consistente gruppo salafita. In Italia Berlusconi se n’è uscito con una frase
delle sue, «Sic transit gloria mundi». Il nostro governo ha qualche problema,
dati gli stretti rapporti tenuti dal Cav con il leader caduto. A Bossi la cosa
è apparsa notevole solo sul lato dei clandestini: «È ora di mandarli a casa»
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 21 ottobre 2011]