25 novembre 1988
Arresti per lo scandalo «lenzuola d’oro»
• Il vertice delle Ferrovie dello Stato non esiste più. Oggi sono finiti in carcere tre componenti di spicco del Consiglio di amministrazione, un quarto è latitante. Sono accusati di corruzione, truffa e falso ideologico. Travolto dallo scandalo delle lenzuola d’oro il presidente Ligato si è dimesso, con lui se ne vanno anche i superstiti otto membri del consiglio di amministrazione. Con quelli di oggi salgono a otto gli arresti per lo scandalo delle «lenzuola d’oro». Il primo a fare il suo ingresso a Regina Coeli è Francesco Baffigi, 51 anni, consigliere d’amministrazione delle Ferrovie di area liberale. Poche ore dopo si consegna direttamente in carcere Giulio Caporali, 49 anni, comunista, entrato nella carriera direttiva delle Fs dopo la laurea in ingegneria. Nel tardo pomeriggio, accompagnato dagli avvocati Nino Marazzita e Costantino Marini, si presenta ai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria del Foro Italico Ruggero Ravenna, 63 anni, ex segretario confederale della Uil e presidente dell’lnps dal 1980 al 1985. È ancora latitante Gaspare Russo, 59 anni, ex presidente della Regione Campania, grande elettore di Ciriaco De Mita nel Salernitano. All’appello manca anche l’ex presidente dell’Avellino calcio. Elio Graziano, «fornitore eccellente» delle Fs, considerato l’anima nera del gigantesco imbroglio costato alle ferrovie quasi duecento miliardi per una fornitura di lenzuola e federe di carta di pessima qualità.