24 gennaio 1985
Reder ottiene la grazia dal governo italiano
• L’ex ufficiate nazista Reder ha lasciato stamattina il carcere di Gaeta. La decisione, presa da Craxi, è stata approvata da tutti i partiti di governo, ed è stata assai gradita al Vaticano che si era mosso ripetutamente per ottenere la scarcerazione di Reder. Commenti polemici sono venuti dalle associazioni degli ex partigiani e dalle sinistre, che considerano la liberazione di Reder «un segnale inquietante». L’ex maggiore delle SS, Walter Reder, nato a Prelwaldau (Cecoslovacchia) il 4 febbraio 1915 da genitori tedeschi è stato condannato all’ergastolo nel 1950. Entrato giovanissimo nelle «SS» combattenti, partecipò agli inizi del secondo conflitto mondiale allo sterminio degli ebrei polacchi, combattendo anche sul fronte sovietico. Reder giunse in Italia nel maggio del 1944. Aveva 29 anni, il grado di maggiore delle «SS» e il comando del sedicesimo battaglione della divisione «Reichsfuher SS». Nell’agosto del 1944, il giorno dopo l’insurrezione partigiana di Firenze, Reder e il suo battaglione vennero sottratti al combattimento di prima linea e impiegati a proteggere la Wermacht di Kesserling. Cominciò «la marcia della morte» del maggiore Reder dalla Toscana all’Emilia. Nell’ottobre del 1944 (strage di Marzabotto), il compito del battaglione comandato da Reder era infatti quello di «fare terra bruciata» dei paesi e dei villaggi che in qualche modo potevano dare man forte alla guerriglia partigiana che si andava organizzando sull’Appennino tosco-emiliano.