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 2011  ottobre 17 Lunedì calendario

Il sindaco Alemanno dice che la guerriglia di sabato ha provocato danni per almeno un milione e seicentomila euro, a cui poi si aggiungono i danni ai privati

Il sindaco Alemanno dice che la guerriglia di sabato ha provocato danni per almeno un milione e seicentomila euro, a cui poi si aggiungono i danni ai privati. «Abbiamo istituito un numero verde al quale chiamare per segnalare i danni. Quando avremo una stima precisa chiederemo un aiuto anche al governo». Il numero è: 06 67104801. L’Ama, cioè l’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, ha fatto il seguente conto: «254mila euro per personale Ama e mezzi in servizio (140 operatori e 31 unità della Squadra Decoro Urbano Ama e 60 mezzi tra spazzatrici, compattatori e lavastrade), 3.500 euro per l’allestimento dei bagni chimici, 8mila euro per lo smaltimento delle oltre 120 tonnellate di rifiuti prodotti (esclusi i sampietrini), 21mila euro per i materiali utilizzati per la rimozione delle scritte murarie (3mila metri quadrati), 16mila euro per la ricollocazione dei cassonetti spostati dai manifestanti, 99mila euro per gli 80 cassonetti e 50 cestoni in ghisa danneggiati o dati alle fiamme. Il costo totale delle operazioni, tra lavoro straordinario e danni, ammonta dunque a quasi 401.500 euro (con IVA 486mila euro). Sono stati, inoltre, rimossi e portati via 20 metri cubi di sampietrini utilizzati durante gli scontri». Giuseppe Roscioli, capo della Confcommercio romana, valuta in un altro milione i danni provocati dai mancati guadagni dei negozianti travolti dai black bloc.

  • È giusto ritornare sul drammatico sabato romano partendo dai soldi?
Certe volte la contabilità dà un’idea di quello che è accaduto più precisa di qualunque cronaca o resoconto.

E il conto dei feriti allora?
Molto alto. Troppo alto. Tra i civili i feriti sono 135 (dato delle 20 di ieri sera). Di questi, 30 sono manifestanti e tra questi due, rivocerati al Policlinico Umberto I e all’Aurelia Hospital, sono uomini che hanno subito l’amputazione di dita ferite dalle bombe carta. Un video mostra uno di questi due feriti, il «compagno Enzo», del Sel, mentre raccoglie una bomba carta per gettarla lontano dal corteo, e invece gli scoppia in mano. Gli uomini feriti tra poliziotti e carabinieri sono 105. 50 carabinieri, 35 poliziotti, 20 finanzieri. I fermati sono 20 e tra questi ci sono 4 donne. Gli arrestati 12, tutta gente di 20-30 anni. Tra questi: un ventunenne anarchico di Lecce, studente a Bologna, bloccato ieri dalla Digos in via Merulana; un giovane di 22 anni già denunciato per aver preso parte ad un rave in passato; una ragazza romana di 29 anni, un ragazzo di 21 anni di Brindisi, un catanese di 23 anni. Si indaga sui 500-1.000-1.500 black bloc, attraverso l’analisi dei video girati dalle telecamere che scrutano le strade o il sagrato delle banche. A proposito di sagrato, le immagini della Madonna di Lourdes fatta a pezzi hanno fatto il giro del mondo. La Santa Sede ha protestato.

Maroni ha fatto una figura barbina?
Andrà domani in Parlamento per riferire. Si difende dicendo che non c’è scappato il morto, e questo secondo lui è un risultato. Gli si potrebbe rispondere: non c’è scappato il morto per puro caso. Il carabiniere è scampato all’incendio del blindato, appiccato da questi cosiddetti balck bloc, per miracolo. E lo spettacolo della fuga di questo militare, lasciato solo in mezzo ai facinorosi, anche se comprensibile, è deprimente. Speriamo che non faccia il giro del mondo anche questo video.

Perché solo a Roma, su un migliaio di città, è successo quello che è successo?
Qualcosa è successo anche a Times Square, a New York, dove la polizia a cavallo ha caricato e disperso quelli di Occupy Wall Street per impedire l’occupazione, appunto, di Wall Street(88 arresti). Ma capisco il senso della domanda, e rispondo che in Italia lo Stato è debole per definizione e governa con i sotterfugi, negando pubblicamente quello che concede di nascosto e praticando una falsa tolleranza che è sempre più foriera di prepotenze e ingiustizie. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Il mondo conosce bene questa nostra fragilità e viene qui a fare quello che non si permetterebbe neanche di tentare in un altro paese. Interrogare su questo punto la delinquenza romena, per esempio, è illuminante.

• Ma non si sarà esagerato, stavolta, in remissività verso questi violenti? Persino il corteo tentava di scacciarli!
Sul sito poliziotti.it Dago113 scrive: «Dopo Genova (2001, caso Giuliani, ecc – ndr) nessuno ha voglia di passare per lo sbirro cattivo, meglio fare la parte del fancazzista. Si campa più a lungo». Gli rispondono leone17, uno dei moderatori, e soldato.blu. Leone 17: «Perché non interveniamo? Perché non abbiamo più voglia di essere indagati, condannati, messi alla gogna e fare un mutuo pure per ripagare questi rifiuti della società». Soldato.blu: «Dopo Genova c’è gente che si è ipotecata casa per pagare i danni ed io, il mio esiguo stipendio, me lo voglio mangiare e non certo regalare a qualche avvocato o a qualche babbione con la cresta da gallo in testa. Fin quando questi politici continueranno ad ingozzarsi senza pensare ad altri modalità di gestione dell’ordine pubblico, io continuerò a guardarmi le chiappe: sfasciano? Si riaggiusterà. Bruciano? idem. Distruggono statue sacre in puro stile talebano? Ci penserà la chiesa a scomunicarli»

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 17 ottobre 2011]