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 2011  ottobre 10 Lunedì calendario

Ieri è cominciata la stagione del quindicesimo censimento, e la cosa ha colto parecchia gente di sorpresa: nessun grande giornale ne ha parlato, la televisione s’è svegliata – appunto – solo ieri e il mezzo milione che ha dato l’assalto al sito dell’Istat è un gran numero per le forze del sito, andato infatti subito in titl, ma un piccolo numero se si pensa che si tratta di fotografare idealmente 25 milioni di famiglie

Ieri è cominciata la stagione del quindicesimo censimento, e la cosa ha colto parecchia gente di sorpresa: nessun grande giornale ne ha parlato, la televisione s’è svegliata – appunto – solo ieri e il mezzo milione che ha dato l’assalto al sito dell’Istat è un gran numero per le forze del sito, andato infatti subito in titl, ma un piccolo numero se si pensa che si tratta di fotografare idealmente 25 milioni di famiglie.

  • Quindi c’è stato un primo difetto di comunicazione.
Sì, e poi c’è stato un difetto di previsione. Quelli che si ricordavano della data fissata dall’Istat – il 9 ottobre, appunto – hanno provato a rispondere al questionario connettendosi al sito (http://censimentopopolazione.istat.it/) e nella maggior parte dei casi non ci sono riusciti. Sentiamo un testimone, il signor Vincenzo Di Costanz «Notevoli problemi di connessione fanno presumere che, se questi sono i tempi di caricamento dei dati dei questionari on line, si finirà in occasione del prossimo censimento generale (2021). Per caricare ed inviare i dati di un questionario on line relativo ad un nucleo familiare con una sola persona questa mattina ho impiegato circa 5 ore e ci sono riuscito dopo essere stato sbattuto fuori dal sistema una trentina di volte. Speriamo che si migliori!». La Telecom, che ha la responsabilità del sito, deve essere intervenuta rapidamente, perché ieri sera alle sette io sono entrato subito. Ho avuto più problemi invece a chiamare il numero verde (800 069701, dalle nove di mattina alle sette di sera): venti minuti di attesa. Ho poi chiacchierato con un simpatico ragazzo di Napoli, che mi ha raccontato di guadagnare 7 euro lordi l’ora. Un altro call center sta a Roma. E un terzo call center è abilitato a rispondere agli stranieri. Chi ha problemi può anche mandare una mail a infocens2011@istat.it

Quanto ci costa questa operazione? Perché con i tempi che corrono non so se…
590 milioni. Suddivisi così: 330,6 andranno agli organi di censimento (Comuni, Regione Val d’Aosta, province autonome di Trento e Bolzano, ministero dell’Interno), 220 saranno destinati a spese correnti per l’acquisto di beni e servizi, 8,6 milioni saranno per spese in conto capitale e 30,8 serviranno per la remunerazione del personale assunto dall’Istat a tempo determinato. Significa che ognuno di noi tirerà fuori 10 euro. In America ne spendono 34,4 a cittadino, in Inghilterra 8,7.

Serve a qualcosa poi quest’ira di Dio?
Beh, le statistiche aggiornate. Quanti siamo, chi siamo, dove abitiamo, con chi conviviamo. Emma Bonino e Paola Concia, per esempio, hanno raccomandato di dire la verità, pensando in qualche modo soprattutto alle coppie omosessuali, perché una quantificazione seria di questo fenomeno (e una quantificazione seria può farla solo l’Istat) permetterà poi di legiferare su questi problemi con un minimo di cognizione. Bisogna ricordare che il censimento si propone di fotografare la popolazione che vive in Italia, stranieri compresi, al 9 ottobre 2011, cioè ieri. Quindi se in una famiglia è nato un bambino il 10 ottobre, non deve essere contato.

E se poi pigliando i dati del censimento mi vengono a fare controlli o mi mettono qualche tassa?
Fin dal primo censimento del 1861 è stata garantita la segretezza assoluta intorno al questionario individuale. L’Istat, dal prossimo marzo, comincerà a farci sapere i numeri che ci riguardano, ma sempre in forma aggregata. Quindi è necessario, e utile, dire la verità. Sarebbe auspicabile, in un caso come questo, non fare troppo gli italiani e dire le cose come stanno. Dire dove si abita effettivamente e non semplicemente dove si è residenti. Fare i nomi delle persone che vivono con noi, anche se non sono nostre parenti. Eccetera. La parola “famiglia”, nel linguaggio Istat, indica anche la singola persona. Due single che vivono nello stesso appartamento coincidono con due famiglie. Non c’è ragione per non lasciarsi contare per quello che si è e si fa.

Fino a quanto dura tutta la faccenda?
Entro il 31 dicembre 2011 tutti gli abitanti dei comuni con meno di 20 mila abitanti dovranno aver consegnato il questionario ai centri di raccolta o a uno dei 60 mila rilevatori. Gli abitanti dei comuni con meno di 150 mila abitanti avranno tempo fino al 31 gennaio 2012, quelli dei comuni più grandi fino al 28 febbraio. Inutile rivolgersi al sito se non si è ricevuto il questionari solo il questionario contiene la password che ci permetterà di rispondere on line alle domande. Se non si è ricevuto il questionario, rivolgersi all’ufficio comunale o, nelle grandi città, alle circoscrizioni. Chi non fa il suo dovere rischia una multa da 206 a 2065 euro

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 10 ottobre 2011]