Comandini, 26 novembre 1866
• Il ministro Ricasoli risponde alla lettera dei Vescovi (v. 18) : afferma di aver provveduto «nel giorno stesso di cui la loro lettera porta la data, che la eccezione lamentata si togliesse»
• Il ministro Ricasoli risponde alla lettera dei Vescovi (v. 18) : afferma di aver provveduto «nel giorno stesso di cui la loro lettera porta la data, che la eccezione lamentata si togliesse». E’d’accordo con loro nel desiderare che presto in Italia si goda la libertà religiosa come in America, dove vi sussistono tutte le religioni senza chiedere «allo Stato né protezione speciale, né privilegi; ognuna vive, si svolge, si esercita sotto la tutela della legge comune; e la legge ossequiata egualmente da tutti, garantisce a tutti una eguale libertà ». Dopo di ciò Ricasoli si addentra in una lunga polemici’, fra l’altro dichiarando che per far cessare il contrasto fra lo Stato e la Chiesa è necessario «rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio », e chiude augurandosi che un giorno gli stessi Vescovi abbiano a benedire «a quella libertà che li tutela e sulla quale soltanto si può fondare là conciliazione d’interessi che finora parvero inconciliabili ».