Comandini, 4 novembre 1866
• La deputazione veneta giunge nella mattinata a Torino ed è ricevuta dal re Vittorio Emanuele a Palazzo Reale, dove vengono presentati i verbali del plebiscito
• La deputazione veneta giunge nella mattinata a Torino ed è ricevuta dal re Vittorio Emanuele a Palazzo Reale, dove vengono presentati i verbali del plebiscito. Il Re risponde al discorso del podestà Giustinian dicendo fra l’altro: «Il giorno d’oggi è il più bello della mia vita. Or sono 19 anni il padre mio bandiva in questa città la guerra dell’indipendenza nazionale, in oggi, giorno suo onomastico, voi, o signori, mi recate la manifestazione della volontà popolare delle province venete... Nel giorno d’oggi scompare per sempre dalla Penisola ogni vestigio di dominazione straniera. L’Italia è fatta, se non compiuta. Tocca ora agli Italiani saperla difendere, farla prospera e grande ». Poi il gen. co. Menabrea presenta al Re la Corona ferrea dicendo: «Questa Corona, o Sire, sarà invincibile perchè difesa dall’ affetto di tutti gli Italiani. Vostra Maestà può dire a buon diritto: Dio me l’ha data, guai a chi la toccherà» (v. 26 maggio 1805, voi I, pag. 132 e 6 settembre 1838, voi. IX, pag. 771). E’ sfavorevolmente commentata l’ostinazione del min. Ricasoli che, invece dell’uniforme, indossa l’abito nero. In parecchie città — e specialmente a Torino — festeggiasi l’avvenimento con illuminazioni e concerti.