Comandini, 15 dicembre 1866
• Il re Vittorio Emanuele alle ore 11 ant. riapre in Firenze) nell’aula di Savonarola, il Parlamento con un discorso in cui fra l’altro dice: e La patria è libera finalmente da ogni signoria straniera
• Il re Vittorio Emanuele alle ore 11 ant. riapre in Firenze) nell’aula di Savonarola, il Parlamento con un discorso in cui fra l’altro dice: e La patria è libera finalmente da ogni signoria straniera. L’animo mio esulta nel dichiararlo ai rappresentanti di 25 milioni di Italiani. La Nazione ebbe fede in me, io l’ebbi nella Nazione. ...Il governo francese fedele agli obblighi assunti colla Convenzione del settembre 1864 ha già ritirato le milizie da Roma: dal canto suo il governo italiano mantenendo gl’impegni presi ha rispettato e rispetterà il territorio pontifìcio. La buona intelligenza coll’Imperatore dei Francesi al quale ci legano vincoli d’amicizia e di gratitudine, la temperanza dei Romani, la sapienza del Pontefice, il sentimento religioso e il retto giudizio del popolo italiano aiuteranno a distinguere e conciliare gl’interessi cattolici e le aspirazioni nazionali che si confondono e si agitano in Roma. ...Questi nostri intendimenti rassicurando le coscienze cattoliche, faranno, io spero, esauditoli mio voto che il Sommo Pontefice continui a rimanere indipendente in Roma ».E’ notato il ministro Ricasoli, ostinatamente restìo -a mettere l’uniforme. Il discorso del Re viene applaudito, ma senza troppo entusiasmo, giudicandosi troppo miti gli accenni alla questione romana. In giornata ha luogo lo scoprimento sotto il portico dell’ Orgagna del gruppo raffigurante il ratto di Polissena, opera dello scultore Fedi.