Comandini, 19 ottobre 1866
• Stamattina alle 9, da Venezia il gen. Di Revel telegrafa al Re: «In questo momento la bandiera nazionale fregiata dall’Augusto stemma di Casa Savoia sventola dalle antenne di Piazza San Marco in mezzo agli applausi della popolazione frenetica di gioia »
• Stamattina alle 9, da Venezia il gen. Di Revel telegrafa al Re: «In questo momento la bandiera nazionale fregiata dall’Augusto stemma di Casa Savoia sventola dalle antenne di Piazza San Marco in mezzo agli applausi della popolazione frenetica di gioia ». E il Re risponde: «Sono felice diveder compiute in oggi le aspirazioni di tanti secoli. L’Italia è una e libera; sappiano ora gli Italiani difenderla e conservarla tale ». Il gen. di Revel telegrafa quindi a Ricasoli: «La bandiera italiana sventola dalle antenne di Piazza S. Marco salutata dalle frenetiche grida della esultante popolazione ». E il Ricasoli risponde :« Il Governo del Re saluta Venezia esultante, mentre la bandiera nazionale italiana sventola dalle antenne di Piazza San Marco, simbolo di Venezia restituita all’Italia, dell’Italia finalmente restituita a sé stessa ». Il Municipio, la Guardia Nazionale, e il gen. Revel si recano alla stazione per ricevere le truppe, che giungono poi in Piazza San Marco divise in tre colonne, due per terra e la terza per il Canale Grande, e sono accolte con fragorosi applausi.