Comandini, 6 dicembre 1866
• A Roma il Papa riceve in udienza di congedo l’ufficialità francese e pronuncia un’allocuzione in termini alquanto risentiti contro l’Italia e la Francia
• A Roma il Papa riceve in udienza di congedo l’ufficialità francese e pronuncia un’allocuzione in termini alquanto risentiti contro l’Italia e la Francia. Fra l’altro dice: «...Non dobbiamo farci illusioni; la rivoluzione verrà qui; lo si è proclamato, lo si è detto e ripetuto. Un personaggio italiano alto locato ha detto che l’Italia era fatta ma non compiuta. L’Italia sarebbe disfatta se vi fosse ancora qui un cantuccio di terra in cui regnassero l’ordine, la giustizia e la quiete ! « ...Che fare? che dire? Son privo di soccorsi. Tuttavia son tranquillo, perchè la più grande potenza, Dio, mi dà la forza e la costanza... »Il gen. di Montebello gli risponde fra l’altro: «...Se l’Imperatore,fedele ai suoi impegni, ritira le sue truppe da Roma, egli non toglie il proprio appoggio alla Santa Sede. Ai nostri diciassette anni di occupazione succederà una protezione morale altrettanto imponente e non meno efficace perchè sarà un freno per gli uni e un incoraggiamento per gli altri. Possa il tempo che nella mano potente e misericordiosa di Dio calma le passioni come calma ì dolori e fonda più che non distrugge, possa il tempo inspirare a tutti quei sentimenti di conciliazione che soli possono condurre alla soluzione delle presenti difficoltà e dare al Sommo Pontefice l’indipendenza e la sicurezza delle quali ha bisogno per estendere liberamente la sua azione spirituale fino alle estremità del mondo...»