Comandini, 29 luglio 1866
• Dalle 20 alle 2£, in Ferrara, consiglio di ministri presieduto dal Re, presenti La Marmora, Cialdini, Ricasoli, Depretis
• Dalle 20 alle 2£, in Ferrara, consiglio di ministri presieduto dal Re, presenti La Marmora, Cialdini, Ricasoli, Depretis. Si discutono le condizioni dell’armistizio, che dovrebbe incominciare il 2 agosto e finire il 2 settembre, e cioè: i°, i due eserciti fermi sulle posizioni attuali sulla base dell’itti possidetis; 2°, nessuna guarentigia né consegna di Verona o di altre foltezze; 3°, la Venezia ceduta direttamente all’Italia dall’Austria senza intromissione della Francia; 4°, plebiscito: 5U, che nel trattare la pace si possa mettere in campo una nuova delimitazione di confini. — Ricasoli, Cialdini e- il Re si mostrano speranzosi nel rifiuto dell’Austria per poter continuare la guerra, insistendo perchè entro agosto si chiamino alle armi 100 000 uomini in più; La Marmora invece dichiara essere miglior partito cominciare ad assicurarsi il Quadrilatero, condizione indispensabile per lottare da soli coli’Austria per avere il Tirolo. — Prevale l’idea di aumentare gli armamenti e tenersi pronti a dare, sia in terra, sia in mare, una grande battaglia ai primi di agosto, se l’Austria respingerà le condizioni d’armistizio.