Comandini, 27 giugno 1866
• All’ albeggiare , la nave-avv i s o Esploratore, mandata ieri alle vedette, accorre a tutto vapore annunziando il nemico in vista
• All’ albeggiare , la nave-avv i s o Esploratore, mandata ieri alle vedette, accorre a tutto vapore annunziando il nemico in vista. Infatti l’ammiraglio austriaco Tegetthoff, credendo la flotta italiana tuttora a Taranto, s’ era mosso dalle acque di Fasana con tutta la squadra per sorprendere e predare nel porto di Ancona le poche navi che potevano trovarsi. Vista invece la flotta italiana ferma nella rada, la flotta austriaca si ferma a 6 chilometri formando due linee di fronte. L’ammiraglio Persano ordina alla propria squadra di toglierò le ancore e mettersi in moto e passa suW Esploratore per dure alle varie navi i suoi ordini meglio che per segnali, tanto più che la nave ammiraglia (Me d’Italia) trovasi colle tramogge riscaldate pel ferra e nt o del carbone. Ordina quindi a Vacca e Albini di formare due linee di fila sotto la protezione delle batterie del Monte Conerò, formate le quali, Persano chiama a con siglio, a bordo della corazzata Principe di Carignano, il contrammiraglio Vacca e il capo di Stato Magg. D’Amico ed altri, espone loro lo stato delle cose — cioè l’essere parecchie delle navi in condizioni poco buone per le non possibili riparazioni alle macchine e alle carboniere. Frattanto la squadra austriaca, si è ritirata, offrendo così a quella italiana, invece di un pronto combattimento, un inseguimento; a questo inseguimento non sembrando non bene ancora preparata la flotta italiana, ed essendosi quella austriaca di molto allontanata, Pérsano e i suoi consiglieri decidono di non procedere all’inseguimento di Tegetthoif, e di rientrare nel porto di Ancona.