Comandini, 26 giugno 1866
• Nella notte sopra oggi, Cialdini telegrafa al Re che per il disastro del 24 e la ritirata oltre il Mincio, ò follia tentare il passaggio del Po, e perciò ha deciso concentrarsi verso Bologna
• Nella notte sopra oggi, Cialdini telegrafa al Re che per il disastro del 24 e la ritirata oltre il Mincio, ò follia tentare il passaggio del Po, e perciò ha deciso concentrarsi verso Bologna. Questo telegramma induce La Marmora a far decidere dal consiglio di guerra, di nuovo, la ritirata su Cremona. Govone insiste ancora per evitare la ritirata, ma inutilmente! La Marmora ne dà perciò comunicazione a Cialdini, pregandolo caldamente di non abbandonare il Po, ma di continuare invece le dimostrazioni per passarlo. Ma Cialdini risponde giudicando pericolosa la sua permanenza sul Po e comunicando le disposizioni per il ripiegamento del suo corpo su Modena. Questo fatto decide La Marmora a dimettersi dall’ufficio di capo di S. M., proponendo al Re che Cialdini prenda il comando supremo, e nello stesso tempo telegrafa a Cialdini per precisare che la battaglia del 24 non fu un vero disastro. Cialdini risponde dicendo di aver usata la parola disastro in seguito ai telegrammi del Re che lo avevano.sgomentato. Il Re invita Cialdini ad un colloquio per domani sera — alle 10 — al paese di Monticelli. Frattanto, avendo il Re dato incarico al gen. Govone di assumere informazioni ad ogni costo per sapere se gli Austriaci avevano l’intenzione di passare sulla destra del Mincio, si raccoglie l’importantissima notizia che gli Austriaci (fino ad ora, mattinata) non accennano a passare il Mincio né a Monzambano né a -”V’aleggio. Ciononostante la ritirata dei nostri si incomincia ad effettuare.