Comandini, 25 giugno 1866
• Nella notte, alla una, il gen. Della Rocca giunge a Cerlungo, dove hanno preso stanza il Re e il gen
• Nella notte, alla una, il gen. Della Rocca giunge a Cerlungo, dove hanno preso stanza il Re e il gen. La Marinerà. Tra le 4 e le 5 il gen. La Marmora telegrafa a Cialdoni, al ministro Di Pettinengo e a Garibaldi, confermando le notizie di ieri, che egli — tuttora in difetto di elementi — persiste nel giudicare disastrose, causa il disordine delie divisioni Cerale, Brignone, Sirtori, Govone e Gugia, e comunicando la decisione presa (contrastata vivamente da Govone) di abbandonare la linea del Mincio per prendere una forte posizione sulla linea Cremoria-Pizzighettone-Pìacenza, e ciò al fine di preparare l’esercito a riprendere l’offensiva. A Garibaldi è raccomandato di coprire le principali città e specialmente Brescia, senza contare sull’appoggio dell’ esercito. Con altro telegramma delle ore 16, La Marmora comunica al ministro della guerra che, stante insuccesso di ieri e presentando gravi difficoltà l’eseguire ulteriormente il piano strategico adottato per la campagna, si è deciso di fare movimento indietro per adottare altro piano di guerra. In conseguenza di tali notizie, Ci aldini richiama a Ferrara la divisione Franzini (20a) ripiegando ai ponti alla Mesola e per le ore 14 raduna a Bondeno i comandanti di divis. Casanova (lla), Ricotti (12a), Mezzacapo (13a), Chiabrera (14a), Cadorna (17a) e Della Chiesa (18a) — mancano per la lontananza; gen. Medici (I5a) e Franzini (20a). Il Cialdini legge il telegramma delle ore 22.20 di ieri, firmato dal Re, espone la situazione aggravandola e dice di dover dividere la responsabilità del passaggio del Po coi suoi divisionari. Prospetta il pericolo che il nemico, imbaldanzito della vittoria di ieri, possa inseguire il IV corpo passando da Borgoforte e marciando su Modena, donde fare una punta su Firenze. 11 gen. Cadorna esprime il parere che si debba passare il Po; questa opinione solleva segni di contrarietà da parte dì Cialdini. Si conviene di attendere da La Marmora la conferma delle notizie di ieri e di procedere intanto nei preparativi per il passaggio del fiume nella notte entrante, salvo disdirlo al giungere di nuove informazioni La Marmora. Infatti, giunte queste tra le ore 18 e le 19, Cialdini disdice il passaggio del Po e dispone per il concentramento del IV corpo nei dintorni di Modena. Alle 22.30 riceve poi telegramma da Vittorio Emanuele prospettante pericolo che il nemico abbia aumentate sue forze contro di lui, Cialdini. Frattanto da Cerlungo, al Quartier generale principale, essendo prevalso il parere dei generali Govone e Bixio di non far la ritirata per evitare io sbandamento dell’armata, il gen. La Marmora manda il contrordine della ritirata.