Comandini, 20 giugno 1866
• Il col. Bariola rimette in Mantova la seguente dichiarazione di guerra all’Austria, diretta all’arciduca Alberto, comandante in capo le truppe austriache nel Veneto: «L’Impero austriaco ha più d’ogni altro contribuito a tener divisa ed oppressa V Italia, e fu cagione degli incalcolabili danni materiali e morali che da molti secoli ha dovuto patire
• Il col. Bariola rimette in Mantova la seguente dichiarazione di guerra all’Austria, diretta all’arciduca Alberto, comandante in capo le truppe austriache nel Veneto: «L’Impero austriaco ha più d’ogni altro contribuito a tener divisa ed oppressa V Italia, e fu cagione degli incalcolabili danni materiali e morali che da molti secoli ha dovuto patire. Oggi ancora che 22 milioni di Italiani si sono costituiti in Nazioìte, l’Attstria sola, fra i grandi Stati del mondo civile, si rifiuta a riconoscerla. Tenendo tuttora schiava una delle più nobili nostre provinole, trasformata in un vasto campo trincerato, di là minaccia la nostra esistenza, e rende impossibile il nostro svolgimento politico, interno ed esterno. Vani riescirono in questi ultimi anni i tentativi ei consigli ai potenze amiche per rimediare a questa incompatibile condizione di cose. Èra quindi inevitabile, che l’Italia e l’Austr-ia si trovassero a fronte al primo manifestarsi di qualche complicazione europea. La recente iniziativa dell’Austria ad armare, è la ripulsa che oppose alle pacifiche proposte di tre grandi potenze, mentre fecero palesi al mondo quanto fossero ostili i suoi disegni, commcssero l’Italia da un capo all’altro. Oud’ è che S. M. il Re, custode geloso elei diritti del suo popolo, e difensore dell’integrità nazionale, si sente in dovere di dichiarare la guerra all’Impero austriaco. D’ordine quindi del prefato Augusto mio Sovrano, significo a V. A. I. ...che le ostilità avranno principio dopo tre giorni dalla data della presente, a meno che V. A. I. non volesse aderire a questa dilazione ; nel qual caso la pregherei a volermelo significare. — Il gen. d’Armata capo di S. M. dell’Esercito Italiano Alfonso La Marmbra ». — Il nuovo ministro della marina, Depretis, telegrafa a Persano essere stata dichiarata la guerra all’Austria e l’apertura delle ostilità fissata al 23 giugno, e gli ordina perciò di salpare senza indugio alla volta di Ancona.