Comandini, 28 marzo 1866
• Il gen. Govone telegrafa chiedendo l’invio dei pieni poteri per lui e per Barrai, e consigliando — per aver tempo a riflettere — l’aggiunta di un articolo al trattato con li Prussia per dichiarare che la mobilitazione italiana dovrebbe subito seguire a quella della Prussia, ma che appena decisa la questione dei Ducati, dovrebbe essere regolata insieme con quella della Venezia
• Il gen. Govone telegrafa chiedendo l’invio dei pieni poteri per lui e per Barrai, e consigliando — per aver tempo a riflettere — l’aggiunta di un articolo al trattato con li Prussia per dichiarare che la mobilitazione italiana dovrebbe subito seguire a quella della Prussia, ma che appena decisa la questione dei Ducati, dovrebbe essere regolata insieme con quella della Venezia. — La Marmora telegrafa a Barrai: «La mia impressione generale sul progetto di trattato è buona e siamo d’accordo in massima ». Ma essendo assente il Re, occorreranno due o tre giorni per la risposta categorica. Riti ene inoltre necessario comprendere il Trentino, o la Valle Superiore dell’Adige nel territorio da cedersi all’Italia, essendo «nei confini naturali d’Italia ». - La Perseveranza, nel suo articolo editoriale, scrive: «La diplomazia italiana non ha per ora da avvolgersi in molte ambascie: i nemici dell’Austria sono i nostri naturali amici. Quando l’Austria è preoccupata sull’Elba e sul Danubio, noi non dobbiamo starcene inoperosi sul Po ».