Comandini, 22 marzo 1866
• Le voci sul probabile conflitto Austro-Prussiano, la notizia della elezione di Mazzini e quella di una probabile crisi ministeriale se dovesse essere del tutto bocciato il piano finanziario Scialoja, producono ribassi di titoli alla Borsa di Parigi
• Le voci sul probabile conflitto Austro-Prussiano, la notizia della elezione di Mazzini e quella di una probabile crisi ministeriale se dovesse essere del tutto bocciato il piano finanziario Scialoja, producono ribassi di titoli alla Borsa di Parigi. Il gen. Govone trasmette un nuovo rapporto al gen. La Marmora, riferendo l’esito di un’udienza avuta ieri dal Re di Prussia e di un successivo colloquio con Bismarck. In quest’ ultimo, il ministro prussiano ha espresso il desiderio che il trattato eventuale abbia la durata di 3 mesi, e che un articolo segreto di esso si riferisca al distaccamento da farsi dalla squadra italiana, anche prima che scoppi la guerra, per sorvegliare la squadra austriaca di Pola «se sortisse per recarsi nei mari del Nord». Inoltre Bismarck ha prospettato al Govone un secondo progetto, consistente in un trattato generico di amicizia ed alleanza che conterrebbe la clausola che, presentandosi eventualità da discutersi, si dovrebbe stringere senza indugio un trattato d’alleanza offensiva e difensiva fra l’Italia e la Prussia.