Comandini, 21 marzo 1866
• La Camera incomincia la discussione, che subito si fa vivace, sull’elezione di G. Mazzini a Messina
• La Camera incomincia la discussione, che subito si fa vivace, sull’elezione di G. Mazzini a Messina. Parlano contro : l’on. Gennaro De Filippo — che propone l’annullamento a nome dell’Ufficio 1 e richiama le condanne’ pronunciate nel 1857 e 1858 contro Mazzini dai tribunali di Parigi e di Genova —; Boggio, il quale dice che «finché dura l’ossequio alla legge e allo Statuto, Mazzininon può esser deputato »; parlano in favore lungamente, Nicotera, che fa la storia della spedizione di Pisacane nel 1857 e del moto di Genova dello stesso anno, per conchiudere che Pisacane voleva la Repubblica mentre Mazzini voleva 1’ Unità. Parlano ancora lungamente a favore Zanardelli e infine Guerrazzi, che ricorda l’episodio dell’ interessamento del marchese BrignoleSale e di lord Bentink, ì quali s’erano interessati perchè Mazzini, esiliato, nel 1831, non andasse ramingo pel mondo privo di assistenza, ma trovasse un lauto impiego nelle Indie, donde sarebbe ritornato «in Italia ricco come un Nabab ». Lieto il buon marchese dell’esito della sua raccomandazione — prosegue Guerrazzi — faceva sapere al giovane Mazzini la buona novella, ma questi ringraziandolo, con effusione di cuore, gli rispondeva: «Signor marchese, io non cerco una fortuna; cerco una patria1.» Si rimanda la seduta a domani, data l’ora tarda.