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 2011  ottobre 02 Domenica calendario

C’è polemica perché Della Valle ha comprato pagine sulla Gazzetta dello Sport, sul Sole 24 Ore, sul Corriere della Sera, su Repubblica per attaccare lo «spettacolo indecente» che la politica sta dando e chiamare alla mobilitazione «le componenti della società civile più serie e responsabili»

C’è polemica perché Della Valle ha comprato pagine sulla Gazzetta dello Sport, sul Sole 24 Ore, sul Corriere della Sera, su Repubblica per attaccare lo «spettacolo indecente» che la politica sta dando e chiamare alla mobilitazione «le componenti della società civile più serie e responsabili».

  • Che cosa dice più esattamente il manifesto di Della Valle?
Intanto è una pagina di pubblicità senza immagini, e questo significa che il testo è considerato importantissimo, nessuna distrazione è possibile. In alto un titolo molto nero, molto bold (come si dice in gergo), scritto tutto in maiuscolo: «Politici / ora basta». Il manifesto comincia con queste parole: «Lo spettacolo decente ed irresponsabile che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda la buona parte degli appartenenti a tutti gli schieramenti politici». Poi accusa: i politici sono attenti «solo ai piccoli o grandi interessi personali o di partito, trascurando gli interessi del Paese». Questo modo di comportarsi «ci sta portando al disastro e sta danneggiando irrimediabilmente la reputazione dell’Italia nel mondo». Si accusa poi l’incompetenza della maggior parte dei politici, in un momento di crisi in cui ci vorrebbe la massima capacità d’intervento, si ricorda che gli italiani hanno perso ogni stima nei loro governanti, si coinvolge in questa critica assai severa anche «una parte del mondo economico del Paese (intendo quella che non vive di mercato e di concorrenza)». Infatti troppi imprenditori per troppo tempo hanno avuto «rapporti con tutta la politica, in base alle opportunità e alle convenienze del momento». Segue quindi l’appello alla società civile «per il futuro dei giovani, creare e proteggere posti di lavoro e garantire a tutti una vita dignitosa, soprattutto a chi ha più bisogno». E questa chiusa: «A quei politici, di qualunque colore essi siano, che si sono contraddistinti per la totale mancanza di competenza, di dignità e di amor proprio per le sorti del Paese, saremo sicuramente in molti a voler dire di vergognarsi».

• In definitiva: ce l’ha con Berlusconi?
Non solo con Berlusconi, tant’è vero che una delle reazioni più risentite è di Rosy Bindi, «mi rispetti almeno come consumatrice, visto che porto le Tod’s», «tra i pochi politici bravi è ancora convinto che ci sia Mastella?» ecc. La Russa ha sostenuto che siccome non lo ascolta nessuno, ha dovuto comprarsi delle pagine sui quotidiani… Ma altri hanno mostrato di capire. Maroni: «Siccome Della Valle non fa di tutta un’erba un fascio, mi pare che siano parole da tenere in considerazione, un grido d’allarme che viene da un imprenditore che tiene alto nel mondo il made in Italy e che non possiamo liquidare come mi pare abbia fatto la Bindi con una battutaccia. Sono parole pesanti, ma almeno parzialmente condivisibili». Hanno apprezzato pure Casini e Di Pietro se pure con qualche distinguo. Mentre Cicchitto ha accomunato tutta una serie di iniziative anti-politiche (i giovani industriali che non hanno voluto politici a Capri, per esempio) per sostenere che c’è «un disegno per spazzare via le attuali forze politiche sia quelle di centrodestra sia quelle di centrosinistra in nome non si sa bene neppure di che cosa».

È vero?
I politici certe volte sembrano sordi e ciechi. Arrivano dal basso (ammesso che loro stiano in alto) segnali fortissimi: i risultati dei quattro referendum, l’oceanica raccolta di firme per abrogare l’attuale legge elettorale, Versace che se ne va dal Pdl, la Confindustria della Marcegaglia e quella dei giovani che dà segni di insofferenza mai visti prima, i fischi a Bossi e i sondaggi che precipitano Lega e Pdl senza peraltro che gli altri siano portati alle stelle. Tutto questo viene interpretato come un complotto o come il prodotto di una diabolica propaganda dei giornali. Il primo problema dei politici sembra dunque quest essi non sono più capaci di interpretare, e sia pure dopo aver fatto la tara della malafede e delle strumentalizzazioni (sempre presenti), i segnali che arrivano dal paese e che riguardano effettivamente tutta la classe dirigente. Per esempio, lo scandalo della Bpm mette sotto accusa i sindacati (ed è un’accusa pesantissima, che riguarda un sistema). Altre analisi confermano che serietà, preparazione e competenza, quando si tratta di scegliere un manager, vengono dopo la fedeltà al capo e l’affidabilità di cordata, corrente o partito. Con questa stessa logica si sta lottando intorno al nome del governatore di Bankitalia. I vertici della politica, a livello nazionale e locale, sono circondati da affaristi e maneggioni. La finanza lucra alle spalle dei poveri risparmiatori, mentre il mondo crolla Berlusconi si occupa dei suoi processi e di mettere un bavaglio alla stampa. La soluzione dei problemi offerta da Bossi è il dito medio levato per aria. Intanto l’opposizione – colpita anche lei da troppi scandali - non riesce a mettersi d’accordo nemmeno su una nuova legge elettorale, tant’è vero che deve ricorrere alla soluzione indistinta del referendum…

Non è tra l’altro la prima volta che Della Valle attacca il sistema.
Mi ricordo uno scontro memorabile con Berlusconi, nel 2005, in cui Della Valle gli spiegava: «Non puoi venire qui con quattro disegnini a prenderci in giro». E qualche mese fa a Ballarò le ha cantate a Sacconi.

Non vorrà diventare presidente del Consiglio? O magari scalare la Confindustria?
Ah, questo proprio non lo so.

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 2 ottobre 2011]