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 2011  settembre 30 Venerdì calendario

Ci sono parecchie buone notizie sul fronte finanziario. La migliore è il sì del parlamento tedesco (Bundesbank) al finanziamento del cosiddetto fondo salvastati (Efsf): la Germania è adesso ufficialmente pronta a fare la sua parte per portare la cassa del fondo da 250 a 440 miliardi

Ci sono parecchie buone notizie sul fronte finanziario. La migliore è il sì del parlamento tedesco (Bundesbank) al finanziamento del cosiddetto fondo salvastati (Efsf): la Germania è adesso ufficialmente pronta a fare la sua parte per portare la cassa del fondo da 250 a 440 miliardi. L’esito non era affatto scontato, visti i malumori di quei cittadini nei confronti dei debiti altrui. La Merkel, a un certo punto, ha corso il rischio che, su questo, la Cdu – il suo partito - si spaccasse. Resta la considerazione che 440 miliardi sembrano pochi. L’altro giorno si parlava di una dotazione, da assegnare magari a un’altra istituzione, di almeno 3.000 miliardi. Ieri ho letto ragionamenti addirittura intorno ai 6.000 miliardi. Sono numeri che mettono nel conto un salvataggio dell’Italia, se a un certo punto dovessimo trovarci in una stretta simile a quella greca (il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha comunque negato che il fondo salva-stati possa essere ancora aumentato).

  • Le altre buone notizie?
Intanto che le borse, a parte Londra, hanno segnato un’altra giornata positiva, con Milano al +2%. Il differenziale Btp/Bund è rimasto intorno ai 370 punti, l’euro è stabile, ieri il Tesoro ha anche piazzato 7,9 miliardi di titoli, rassegnandosi però a un rialzo dei rendimenti. I tre rappresentanti di Bce, Fmi e Ue sono tornati ad Atene: devono decidere se la Grecia ha fatto sacrifici sufficienti per incassare la sesta rata del prestito da 8 miliardi. Si segnala un clima buono (così dice almeno il ministro Venizelos). In America, mentre la domanda di sussidi di disoccupazione è in calo, la Ford ha annunciato 7 mila assunzioni in due anni, notizia controbilanciata – purtroppo – dal governatore di New York, Andrew Cuomo, costretto a tagliare 3.500 posti pubblici (il Pil Usa del secondo trimestre è comunque migliore del previsto). In Germania, la disoccupazione è al 6,9%, il tasso più basso dall’unificazione. È buono anche il rialzo del prezzo del petroli significa che c’è domanda di energia e se c’è domanda di energia è lecito sperare che da qualche parte qualcuno produca e trasporti. •

Questa rara sequenza di buone notizie potrebbe significare che si comincia a intravedere una via per allontanarsi dal pericolo?
Le notizie non sono buone fino a questo punto. Diciamo così: queste notizie sono buone solo perché avrebbero potuto essere molto peggiori. Che sarebbe successo, per esempio, se il parlamento tedesco avesse bocciato i 440 miliardi del fondo salva-stati? Ad Atene i manifestanti hanno occupato quattro ministeri, la tensione sociale è alta e non si vede inquale modo si potrebbe placare. Papandreou oggi sarà da Sarkozy per garantirgli che il suo paese farà tutto quello che è necessario eccetera. Sarkozy avrà poco da dirgli: deve mettere almeno una ventina di miliardi nelle banche francesi esposte sui titoli dei piigs. In tutti i ragionamenti, noi prendiamo in considerazione i debiti sovrani, ma sotto le nostre sedie è in realtà collocata anche un’altra mina non si sa quanto devastante: quella dei debiti degli enti locali, finora tenuta nascosta. I debiti degli enti locali sono una piaga persino in Cina, dove si parla di un’esposizione da 2.500 miliardi. Laggiù oltre tutto sta anche aumentando l’indebitamento delle famiglie. Sono segnali seri, perché in un pianeta dalla domanda fiacca è fondamentale che la Cina continui a comprare.

• Quindi, resta il fatto che la Grecia salterà.
La Grecia ha un debito che equivale al 150% del Pil, Pil che è calato quest’anno del 7% con un tasso di disoccupazione del 16%, deficit cronico della bilancia dei pagamenti e banche insolventi. Le cito l’ultimissima analisi di Martin Feldstein: «L’unica via di uscita per la Grecia è un default sul debito sovrano. Non appena lo farà, Atene dovrà svalutare di almeno il 50% il valore nominale di quell’indebitamento» eccetera. Il Fondo salva stati di cui stiamo parlando da qualche giorno è in realtà un fondo salva-banche. Francia e Germania (è sempre Feldstein a spiegarcelo) stanno disperatamente tentando di rinviare il più possibile il fallimento greco per dare il tempo alle loro banche di costruirsi un qualche salvagente.

Come mai l’oro è sceso di prezzo?
Stanno vendendo gli hedge fund per far fronte alle troppe richieste di riscatto.

L’Italia?
Il contrasto sul nuovo governatore della Banca d’Italia è pericolosissimo perché potrebbe ulteriormente indebolire la fiducia nel nostro paese. Berlusconi, nonostante i suoi lo implorino di prendere una decisione, è paralizzato dal terrore che Tremonti e la Lega lo facciano cadere

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 30 settembre 2011]