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 2011  settembre 15 Giovedì calendario

Ieri i cronisti aspettavano Berlusconi all’uscita di Montecitorio, dove si stava approvando la manovra (passata poi senza problemi)

Ieri i cronisti aspettavano Berlusconi all’uscita di Montecitorio, dove si stava approvando la manovra (passata poi senza problemi). Quando l’hanno visto apparire, gli sono saltati come al solito addosso, stavolta per sapere se andrà o no a testimoniare davanti ai pubblici ministeri di Napoli, dove è considerato parte lesa di un’estorsione perpetrata ai suoi danni dall’imprenditore Gianpaolo (Gianpi) Tarantini, quello che gli procurava le ragazze, tra cui la D’Addario da ultimo pentita. Berlusconi ha sentito le domande, ma non ha favorito le risposte, fatto che ha indotto le agenzie a scrivere: «Il premier è infuriato».

• È parecchi giorni che i giornali scrivono che il premier è infuriato.
Sì, la furia dipenderebbe da questo: che con la scusa di interrogarlo come testimone e di considerarlo parte lesa, i giudici napoletani hanno dribblato il voto di Montecitorio (Berlusconi è deputato) e potrebbero teoricamente riuscire a interrogarlo senza avvocati. Ghedini aveva concordato un incontro per martedì scorso, Berlusconi ha manovrato per farlo saltare facendosi convocare proprio per quel giorno da Barroso, Van Rompuy eccetera. Insomma è andato a Bruxelles e ha potuto così opporre il legittimo impedimento. Per placare i magistrati ha gettato loro in pasto un memoriale, di cui però la procura di quella città non s’è detta per niente soddisfatta. Vogliono interrogarlo in ogni caso entro domenica, scelga lui il giorno e l’ora. Si sarebbe raggiunto questo accord i pm verranno a Roma, saranno ricevuti a palazzo Chigi e vicino a Berlusconi ci saranno anche gli avvocati Longo e Ghedini. Il diritto di Berlusconi all’avvocato deriva da quest che l’interrogatorio napoletano potrebbe intrecciarsi con le indagini milanesi in cui il Cav non è parte lesa, ma imputato. Quindi gli avvocati a sua tutela sono ammessi.

• Che faranno i giudici napoletani se l’accordo con Berlusconi non dovesse essere raggiunto?
Hanno detto che avrebbero portato il premier in tribunale “coattivamente”, cioè mandandolo a prendere con la forza pubblica. Guardi che è poco più di una boutade: per portarlo in tribunale in questo modo devono chiedere l’autorizzazione alla Camera e io non riesco a immaginare l’attuale maggioranza che molla il suo leader in una circostanza simile. Si perderebbe in ogni caso un sacco di tempo, con Tarantini in carcere e Lavitola che se ne sta all’estero latitante per nonfinire dentro a sua volta.

• In che cosa Tarantini e Lavitola avrebbero leso Berlusconi?
I giudici pensano che il Cav abbia dato 800 mila euro a Tarantini in seguito a un ricatto. Tarantini avrebbe secondo loro detto a Berlusconi qualcosa di simile: «Dammi i soldi se no racconto tutto su di te e sulle ragazze». Lavitola avrebbe fatto da mediatore, tenendosi un po’ troppe volte i soldi per sé (in quei casi diceva a Tarantini: «Tu spendi troppo»). Ora la questione è questa: Berlusconi, teoricamente la vittima, nega di essere parte lesa, insiste di aver dato quei soldi solo per aiutare una famiglia in difficoltà. In questi casi come si fa?

• È la stessa situazione di Milano, dove la presunta vittima, cioè Ruby, nega di essere andata a letto col presidente del consiglio. Tutti negano – presunte vittime e presunti carnefici – e i giudici pensano che tutti siano bugiardi.
Proprio così. Ieri i siti hanno pubblicato la trascrizione della telefonatadel 24 agosto in cui Berlusconi dice a Lavitola di restarsene all’estero, nonostante i magistrati lo cerchino. Il passaggio è quest Lavitola: «Senta, dottore. Vabbè io mo’ sono fuori… a sto punto…». Berlusconi: «E tu resta lì e vediamo un po’… uhm…. Io vi scagionerò tutti». Ora i nemici di Berlusconi sono certi che la frase «e tu resta lì» provi un comportamento gravissimo, cioè il capo del governo ha consigliato a un latitante di non consegnarsi alle forze dell’ordine. Mi permetto però di dire: dipende da come l’ha pronunciata. Può essere un biascicamento sopra pensiero, una scemenza buttata lì senza pensarci… Quando si parla al telefono se ne dicono tante. Credo che Berlusconi abbia detto e fatto cose peggiori di questa. Allora è più grave la testimonianza della segretaria Marinella, pure questa pubblicata ieri in Internet.

• Che cosa dice?
«…Lavitola parlava per telefono di foto in modo sibillino. Allora presi tempo e riferii della conversazione al presidente Berlusconi. Il presidente capì subito e mi disse di prelevare 10 mila euro dalla sua cassa privata (una piccola cassaforte dove custodisce il contante) e di suddividere la somma in due buste da 5 mila euro. Mi disse che si trattava di somme destinate a Tarantini e sua moglie. Il presidente mi disse che si trattava di un prestito». Questo sì sembra il comportamento di un ricattato piuttosto che quello di un benefattore

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 15 settembre 2011]