Comandini, 29 agosto 1862
Garibaldi e le camicie rosse ai Forestali
Ore 3.00. È sempre più difficile il cammino verso nord di Giuseppe Garibaldi e del suo esercito di volontari. Quando è ancora notte fonda, il generale ordina di riprendere la marcia da Santo Stefano, un villaggio
all’imbocco degli altipiani dell’Aspromonte. Molti uomini hanno ceduto e se ne
sono andati, i volontari sono ridotti a non più di 1.800. Quando arrivano
all’altopiano dei Forestali sono in preda allo sconforto: i viveri promessi
dalla delegazione di Reggio Calabria non sono arrivati. Il quartier generale è
formato in una «camera angustissima di una delle due casupole che sorgono nella
vasta piana». Costruiscono baracche di rami per improvvisare un
riparo contro la pioggia e così passano la notte fredda e piovosa. [Bianchi
1863; Mistrali 1863]
• «È
Aspromonte un’erta e ripida montagna che estolle le sue cime in quell’estrema
lingua di terra italica bagnata per tre lati, da tre mari. Partendo dalla
borgata di Villa San Giovanni ci vogliono due lunghi giorni di faticosa marcia
per raggiungere il vertice. Quel monte, quantunque grandeggi quasi isolato
nell’aere, è circondato dovunque da altri più piccoli monti assai boscosi che
gli fanno corna e che formano alla sua base una specie di altopiano denominato
(...) il piano de’ Forestali». [Bianchi 1863]