Comandini, 28 agosto 1862
Cialdini a Reggio, Pallavicini all’inseguimento
• All’alba il generale
Cialdini approda a Reggio Calabria. Ad attenderlo il colonnello Emilio
Pallavicini di Priola arrivato nella notte. «Gli ordinai subito di partire (e)
di fare ogni sforzo per raggiungere Garibaldi che dicevasi accampato sul piano
di Aspromonte, e inseguirlo sempre, senza dargli mai posa, se cercasse di
sfuggirgli, di attaccarlo e distruggerlo se accettasse il combattimento. (...)
Gli ordinai anche di non venire a patti e di non accettare altro fuorché la resa a discrezione» (Enrico
Cialdini). Dopo aver consegnato gli ordini, il generale Cialdini rientra a
Messina «onde occuparmi dello stato dell’isola»: organizza le ricerche dei
garibaldini fuggiaschi, trasferisce 500 prigionieri alla Spezia ed emana un
proclama delegando ogni potere al prefetto di Palermo. [Mon. Bo. 9/9/,
12/9/1862]
• Al comando di Pallavicini
sono posti cinque battaglioni di linea e due di bersaglieri(6° e 25°). «Mossi per la strada al
mare che conduce a Gallico, e di là mi inoltrai per letto del fiume che ha lo
stesso nome sino a due miglia di distanza dal piccolo villaggio di Padargoni,
ove sorpreso dall’imbrunire accampai nella notte» (Emilio Pallavicini).