Comandini, 28 agosto 1862
Le camicie rosse a Santo Stefano
• È ancora notte quando, alle
quattro, suona l’adunata. I garibaldini arrivano stremati a Santo Stefano. La
popolazione li accoglie con benevolenza, ma senza entusiasmo. Tutto quello che
i volontari trovano è divorato in un istante: patate, pane, formaggio, carne,
vino. [Un. It. 16/9/1862; Bianchi 1863]
• Alla stanchezza per la
faticosa marcia si aggiunge lo sconforto. La guida li ha ingannati e poi si è
dileguata. A Santo Stefano i volontari sono informati che il loro percorso è
stato molto più lungo del necessario: quarantotto ore di marcia anziché dodici.
«Dunque (la guida) era stata comprata? Ma da chi? Perché ? Da chi non si può
con certezza asseverare. Il perché è chiaro. Si voleva dar tempo alla truppa di
circuire la posizione d’Aspromonte, e i volontarj si trovavano già circondati
quasi da ogni lato senza che se ne fossero accorti». [Bianchi 1863]
• A sera, con la sua colonna ridotta a circa 1300 uomini Garibaldi
accampasi sugli altipiani di Aspromonte, nella località detta i Forestali. Piove, con forte vento. Volontari trovansi ancora a Padurgoni ed a Santo Stefano. Le truppe regolari sono ad Arsi.