18 maggio 1960
L’«Osservatore Romano» nega intesa tra DC e socialisti
• L’«Osservatore Romano» con l’editoriale «Punti fermi» respinge ogni ipotesi di intesa tra DC e socialisti. I «punti» principali elencati nell’articolo sono: 1. La Chiesa ha pieni poteri di «vera giurisdizione» su tutti i fedeli e perciò ha il dovere di «guidarli, dirigerli e correggerli» sul piano delle idee e su quello dell’azione. La Chiesa propone una verità da credere, una legge da osservare e offre la grazia divina per l’esercizio di tutte le virtù, «individuali, domestiche e sociali». In ogni settore della propria attività il cattolico deve ispirare la propria condotta, «privata e pubblica», alle leggi, agli orientamenti e alle istruzioni della Chiesa. 2. «Il problema politico-sociale non può separarsi dalla religione, perché è un problema altamente umano e come tale ha alla sua base una esigenza etico-religiosa insopprimibile». In conseguenza la Chiesa non può rimanere agnostica, specialmente «quando la politica tocca l’altare». La Chiesa ha il dovere di intervenire anche nella politica «per illuminare e aiutare le coscienze a fare l’opzione migliore». 3. Quando si presenta il problema di una collaborazione con «quelli che non ammettono principi religiosi», spetta all’autorità ecclesiastica e non «all’arbitrio dei singoli fedeli» il giudizio sulla liceità morale di tale collaborazione. È inconcepibile un conflitto tra il giudizio della autorità ecclesiastica e i fedeli: in ogni caso, per le coscienze cristiane, il conflitto deve risolversi nell’ubbidienza alla Chiesa, «custode della verità». 4. «L’antitesi irriducibile tra sistema marxista e dottrina cristiana è evidente per sé stessa». Perciò la Chiesa «non può permettere ai fedeli di aderire, favorire o collaborare con quei movimenti che adottano e seguono l’ideologia marxista e le sue applicazioni».